Polonia: sta nascendo una nuova generazione d’oro?

Polonia: sta nascendo una nuova generazione d’oro?

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Le estati del 1974 e del 1982 non verranno mai cancellate dalla memoria del popolo polacco. Anzi, dal suo DNA.

In quei due anni, infatti, una squadra che sino a prima del Mondiale tedesco aveva raccolto una sola partecipazione iridata – con uscita diretta dopo una partita, sconfitta subita dal Brasile ai rigori – seppe stupire il globo, arrampicandosi su sino al terzo gradino del podio.

Erano quelle le nazionali polacche di Grzegorz Lato (capocannoniere dell’edizione 74 con 7 centri) prima e Zibignew Boniek poi.
Furono quelle due squadre capaci di compiere qualcosa di quasi irripetibile per una squadra che era da sempre annoverata (e forse ancora oggi, escluso quel particolare periodo storico, viene annoverata) tra le cenerentole del calcio europeo.

Perché la Polonia nella sua storia prima e dopo quei due bronzi iridati ha il nulla più assoluto, o quasi.

Nel 1936 arrivò quarta ai giochi olimpici, in quell’unica edizione vinta da una compagine Azzurra. Poteva essere l’inizio di una bella storia, invece, ad esclusione di quella precoce eliminazione Mondiale due anni più tardi, il nulla più assoluto.

Nessun’altra partecipazione a Mondiale ed Europei (al torneo continentale la Polonia si qualificherà per la prima volta nel 2008) sino a che il grande circo del calcio non decise di tornare in Germania, terra con cui i polacchi hanno un evidente rapporto di amore-odio.

In casa dei loro vicini, infatti, seppero migliorare quel quarto posto olimpico (sì, in quel 1936 le Olimpiadi vennero disputate nella Berlino nazista di Hitler, che solo tre anni più tardi invaderà la stessa Polonia dando di fatto inizio alla Seconda Guerra Mondiale) centrando il bronzo iridato.

Dopo l’uscita al secondo turno al Mondiale del ’78 ecco il secondo bronzo, quello di Spagna ’82.

Da lì in poi ancora poco o nulla, con il calcio polacco che ha ripreso a dare segni di vita giusto con l’avvento del nuovo millennio: tra il 2002 ed il 2012 due partecipazioni Mondiali e due Europee, in entrambi i casi con eliminazione al primo turno.

E oggi?

Oggi – anzi, ieri sera – la Polonia è riuscita a dare continuità alla sua partecipazione europea (è stata presente alle ultime due edizioni) battendo l’Irlanda in quello che di fatto era uno spareggio qualificazione e chiudendo il proprio raggruppamento un sol punto alle spalle dei cugini tedeschi, Campioni del Mondo in carica.

La squadra non ha quindi fatto nulla di eccezionale e con ogni probabilità non andrà in Francia a fare la voce grossa. Però credo si possa dire senza gran timore di smentita che quella che sta uscendo oggi sembra essere la Nazionale migliore dal post 1982 in poi.
Una squadra che ha un condottiero di valore mondiale (un po’ come poteva essere quel Boniek dell’epoca) ed una serie di giocatori affidabili e di buon livello.

Certo, non una squadra completa e talentuosa come altre (tra le “outsider” mi viene in mente sicuramente il Belgio, per non parlare ovviamente delle big stile Germania, Francia o Spagna che sulla carta sono di ben altro retaggio), ma comunque un buon gruppo di giocatori che trovando le giuste alchimie e, perché no, il giusto stato di forma in quel mese di competizione potrebbe anche provare a stupire.

Il campione di valore mondiale, manco a dirlo, è ovviamente Robert Lewandowski.

Capitano dei Biało-czerwoni, è ormai arrivato alla piena maturità sportiva. E si vede.
Ad oggi è sicuramente tra i migliori centravanti al mondo (fare classifiche precise è impossibile, ed ognuno ha giustamente il proprio punto di vista. Converrete però con me che è innegabile sia tra i migliori in assoluto, oggi). Forse il più completo.

Unisce fisico e senso del goal da centravanti vecchio stampo ad una tecnica raffinata che non così di sovente è possibile riscontrare in giocatori con le sue misure.
Non è comunque il classico centravanti d’area che si limita a passeggiare per novanta minuti in attesa di poter affondare la stoccata buona: Lewandowski è anzi un giocatore di grande lotta e molto movimento, che svaria su tutto il fronte di gioco e dà una mano alla manovra, che tiene palla e fa salire la squadra, che fa reparto da solo e lotta coi difensori su ogni pallone.

https://twitter.com/sciabolatablog/status/653292114386812928

Robert Lewandowski è il condottiero di questa squadra, che sembra seguirlo fedelmente. Non è quindi un caso il fatto che sia proprio lui il capocannoniere di queste qualificazioni europei, con ben 13 goal all’attivo (pareggiato il record storico del nordirlandese David Healy): alle sue grandi doti da finalizzatore si unisce la disponibilità della squadra a lavorare e metterlo nelle condizioni di concludere.

Robert Lewandowski è il simbolo di questa squadra, ma non è certo l’unico giocatore di valore della rosa.

Rimanendo all’attacco c’è sicuramente da tenere d’occhio il giovane Arkadiusz Milik, classe 1994 in forza all’Ajax.

Fisico da corazziere abbinato a buona mobilità, Milik è una delle nuove sensazioni del calcio polacco, nonché di certo uno dei calciatori deputati a dare continuità anche sul lungo periodo al recente periodo di rinascita del movimento calcistico nazionale.

E’ comunque scendendo a centrocampo che si può trovare quello che è forse, ovviamente dopo Lewandowski, il mio giocatore preferito di questa squadra: sto parlando di Grzegorz Krychowiak, mediano di lotta e di governo ormai alla seconda stagione in forza agli spagnoli del Siviglia.

Adattabile anche come interno di centrocampo ed all’occorrenza difensore centrale, Krychowiak si fa forte di un fisico potente e ben strutturato e di una spiccata intelligenza tattica, che lo porta a trovarsi spesso al posto giusto.
Pur non essendo tecnicamente dotato quanto il suo capitano ha sicuramente tutto, sia dal punto di vista calcistico che personale, per diventare uno dei punti di riferimento dei Biało-czerwoni per gli anni a venire.

Arrivato ai 25 anni di età sta entrando in quel periodo della carriera in cui raggiungerà il giusto mix di esperienza e forza fisica. Non credo il Siviglia se ne libererebbe per due spicci, ma resta sicuramente un giocatore che terrei d’occhio anche in ottica mercato…

Altro centrocampista molto interessante, dalle doti più offensive rispetto a Krychowiak, è il giovanissimo Karol Linetty, classe 1995 ma ormai già stabilmente nel giro della nazionale maggiore (pur essendo in pieno in età da under 21, trattandosi del biennio dei 94/95).

Mezz’ala offensiva del Lech Poznan, mostra ottimo controllo e già sapiente gestione della sfera. A tutto ciò abbina anche una buona capacità di gestire la pressione che certi palcoscenici e certe partite comportano.
Se è in grado già oggi di dare il proprio contributo sostanzioso e sostanziale alla squadra, è molto probabile che saranno dai suoi piedi che passerà la manovra polacca del futuro.

Interessante sarà capire come evolverà la sua carriera: a maggior ragione con l’impiego agli Europei il suo nome finirà sulle bocche di molti operatori di mercato, ma chissà che qualche osservatore più sveglio di altri non convinca i propri referenti a muovercisi prima…

Parlando di giovani centrocampisti, anche se dal futuro molto meno assicurato, permettetemi di riproporvi due nomi che vi feci già più di un anno fa: Krystian Bielik ed Hubert Adamczyk, due classe ’98 che non credo proprio faranno parte della spedizione in Francia ma che potrebbero portare linfa vitale alla squadra negli anni a venire…

Restando in mediana, ma allargandoci in fascia, impossibile non citare il neo viola Jakub Błaszczykowski, ala destra capace di adattarsi in ogni posizione possibile del suo out di competenza che dopo qualche periodo fisicamente complicato passato al Borussia Dortmund, squadra nella quale si è affermato al grande calcio, sembra stia riuscendo a ritrovare continuità all’ombra della Torre di Giotto.

Le qualità del giocatore non si discutono, la sua esperienza internazionale nemmeno: qualora continuasse come ha iniziato questa stagione la Polonia avrebbe un’ottima freccia in più al suo arco…

Sempre parlando di esterni bene citare anche Kamil Grosicki del Rennes, giocatore di discreta qualità.
Per quanto concerne la quantità mi ha invece stupito molto Krzysztof Mączyński, un giocatore che fino a ieri non conoscevo: instancabile.

Venendo alla difesa, sono sicuramente due i giocatori-copertina: il “nostro” Kamil Glik ed il buon Łukasz Piszczek, che a differenza di Lewandowski e Błaszczykowski gioca ancora al Borussia Dortmund.

Il primo viene da un’annata straordinaria giocata in maglia granata: quasi perfetto dietro, praticamente devastante davanti.
Una stagione forse irrepetibile, ma di certo se dimostrasse lo stesso stato di forma anche in Francia sarebbe una bella sicurezza per la Polonia.

Il secondo è invece un esterno a tutta fascia, capace tanto di disimpegnarsi come esterno di difesa che di agire più alto a seconda delle necessità.
Un giocatore ormai nel pieno della sua maturità e che potrebbe non avere più chance di scrivere parole di fuoco nella storia del calcio del proprio paese, se è vero che qualificarsi ad un Mondiale è più complicato che non farlo ad un Europeo, e che alla prossima manifestazione continentale lui ci arriverà da 35enne…

Dove potrà arrivare questa squadra è difficile dirlo, ancor più senza conoscere le composizioni dei gironi dell’Euro 2016.
Di certo c’è che passando le prime due di ogni girone più le quattro migliori terze le possibilità di approdare agli ottavi di finale saranno molte per tutti. Ed è questo l’obiettivo minimo che, a bocce ferme, la Polonia si deve porre.

Una volta passato il primo turno, poi, le cose potrebbero andare un po’ in ogni modo. Di certo, soprattutto in caso di accoppiamento favorevole, i quarti di finale potrebbero non essere un’utopia. Difficile però pensarli oltre, tra le quattro migliori del continente.

Ma se è vero come è vero che nel 2004 ad imporsi fu la modesta Grecia di Rehhagel, ecco che un minimo di credito devono averlo anche i polacchi, sicuramente tra le possibili squadre outsider di Francia 2016…


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