Cassano, Eire, Lippi, Montenegro, Rossi – La situazione degli Azzurri

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Non è questo il post in cui parlerò dell’ultima partita della nostra nazionale in sè, postando goal, commenti o altro.

Questo è il post nel quale si analizza lo stato generale della nostra nazionale, ovviamente dopo quanto accaduto nell’ultima settimana (come evidenziato, in rigoroso ordine alfabetico, dal titolo di questo post).

Partiamo quindi con una rassicurazione: se mai ce ne fosse bisogno – ma non ce n’era bisogno – abbiamo avuto la conferma di come sarà praticamente impossibile fallire la qualificazione ai prossimi mondiali; i nostri avversari, infatti, non sono affatto all’altezza della situazione. Non tanto, quantomeno, da poterci realmente impensierire.

Insomma, o ci suicidiamo (sportivamente parlando) oppure tra una quindicina scarsa di mesi andremo in Sudafrica a difendere il nostro titolo. Che poi difficilmente riusciremo a bissare la vittoria riportata nel 2006 è un altro discorso.

Detto quindi del fatto che dovremo riuscire a qualificarci agevolmente (oggi se avessimo giocato in parità numerica invece che farci dal terzo minuto in poi con un uomo in meno con ogni probabilità avremmo portato a casa i tre punti) sorgono però dubbi su quella che è attualmente la nostra nazionale e, soprattutto, su quella che sarà ai prossimi mondiali.

Lippi sta improntando questo suo nuovo ciclo ripartendo, anche giustamente, da chi lo portò sul tetto del mondo meno di tre anni fa. Ecco quindi che leggendo le convocazioni attualmente ritroviamo molti giocatori che resero azzurro il cielo su Berlino (alle ultime convocazioni, ad esempio, andavano aggiunti i vari Gattuso, Toni e Gilardino… giocatori indisponibili al momento ma che sarebbero di certo convocati fissi da Lippi in altre condizioni di forma); a questi vengono poi aggiunti (o riaggiunti, come nel caso di Brighi che esordì in nazionale all’epoca di Trapattoni) giocatori che possono, secondo il tecnico viareggino, essere funzionali al suo progetto tattico.

Partendo dal presupposto che il Commissario Tecnico (e con merito, viste capacità e palmares) è lui e che chi scrive di calcio, come prova a fare il sottoscritto, non fa altro che esporre il proprio puro e semplice pensiero pur senza le competenze che ha un Lippi credo sia anche giusto, nel momento in cui si pensa possa essere il caso, muovere delle critiche, o comunque esporre il proprio pensiero contrastante rispetto a quello di chi resta comunque in possesso di tutte le carte in regola per guidare la nostra rappresentativa nazionale.

Ecco quindi che qui di seguito andrò ad esporre alcune delle mie idee, per lo più contrastanti rispetto a quelle di Lippi, riguardo alla nostra nazionale.

Potrei partire parlando della scelta riguardante i portieri: vero è che quando si ha un santone come Gianluigi Buffon a difendere la propria porta ci si può quasi permettere di non convocare altri estremi difensori (anche se pensando ai problemi avuti dallo juventino in questa stagione ecco che non è irrealistico pensare che potrebbe saltare qualcuna delle partite che ci condurranno in Sudafrica), ma altrettanto vero è che anche queste convocazioni andrebbero fatte con un certo criterio. Questo non significa che il nostro C.T. non lo abbia, anzi, semplicemente che è un criterio per molti poco condivisibile.

Convocare come terzo un trentaduenne che in nazionale non ha mai – ovviamente – ricoperto altro ruolo, collezionando infatti tre sole presenze, invece di un giocatore di qualche anno più giovane – e si parla di Marchetti – che è inoltre tutt’oggi protagonista di un’ottimo campionato con il Cagliari… beh, fa storcere il naso. Sicuramente può sembrare un po’ ridicolo arrivare a parlare addirittura del terzo portiere, ma penso che tutti, all’interno del gruppo, abbiano il loro peso. Marchetti non sarà un fenomeno al livello di Buffon, ma è comunque un giocatore degno, che sta facendo molto bene e che potrebbe anche puntare, diciamo entro un paio di stagioni, ad arrivare a difendere la porta di una delle squadre più blasonate d’Italia (classifica alla mano guardando le prime cinque della scorsa stagione ci sono ben tre squadre che schierano portieri stranieri, cosa impensabile solo qualche anno fa). Inoltre attraversa un momento di forma davvero importante. Certo, De Sanctis in Turchia non sta facendo male ed ha già disputato più di trenta presenze… resta il fatto che lui, ormai, non può essere considerato altro che una riserve della riserva. Visti i problemi fisici che ultimamente hanno afflitto Buffon, invece, Marchetti potrebbe, chissà, aspirare a combattere per un posto da titolare nei prossimi anni.

Del resto se Buffon decidesse di porre fine al suo rapporto con la nazionale dopo il prossimo mondiale per via dei continui acciacchi (difficile per l’idea che da di sè, ma non è impossibile che replichi le decisioni prese dopo l’ultimo mondiale da Nesta e Totti) non sarebbe certo De Sanctis a prenderne il posto. Marchetti invece, continuasse a giocare sugli standard attuali, potrebbe giocarsi il posto (anche perché ad oggi – aspettando Fiorillo e la sua generazione – la concorrenza non sarebbe nemmeno proibitiva). Ecco quindi che cominciare ad inserire Marchetti nel giro sarebbe tutt’altro che sbagliato.

Ma non si esaurisce tutto parlando di terzo portiere. Anzi.

In difesa fa piacere vedere come sia stato dato spazio ad alcuni giovani: Bocchetti e Motta stanno facendo bene e potrebbero essere utili in ottica Sudafrica. Chiaro, ci sta aggregarli solo per saggiarli e per far sì che loro facciano parte almeno per un breve periodo del gruppo. Certo c’è da chiedersi perché Motta, che a Roma non ha giocato più partite di quante ne ha disputate Santon a Milano, venga convocato, mentre il nuovo Facchetti (o Maldini, come è già stato etichettato) non venga ancora preso in considerazione da Lippi.

Ma la questione è semplice (ed è prettamente culturale): in Italia pensare di poter convocare un ragazzo così giovane è pura follia. Forse nemmeno Messi avrebbe esordito diciottenne in Azzurro.

Ecco quindi che Santon viene convocato da Casiraghi, finendo col risultare – guarda un po’ – tra i migliori contro l’Olanda B.

Santon che sta dimostrando di reggere tranquillamente il palcoscenico della A, ma non solo: Santon che ha giocato molto positivamente – in fase difensiva – contro lo United, quando cioè ha dovuto vedersela con un certo Cristiano Ronaldo.

Se vale quindi il fatto che Motta stia facendo bene da gennaio a questa parte (cosa indiscutibilmente vera oltre che positivissima per il futuro di questa nazionale) deve valere anche, e forse a maggior ragione, per Santon.

Che poi intendiamoci: nessuno dice che dovrebbe già partire titolare, anche perché Grosso e Zambrotta in nazionale disputano sempre buone partite. Certo che però al posto di un Dossena che non è esattamente un titolare inamovibile del Liverpool (dove anche nelle due goleade contro Manchester e Real, ad esempio, è subentrato dalla panchina) ci sarebbe potuto stare stavolta. Tra i due quindi, affidandoci al criterio citato da Lippi, chi sarebbe stato più giusto convocare?

Ma la paura nei confronti del rischiare puntando sui giovani in Italia è, si sa, troppo forte.

Evidentemente, comunque, quello non è il solo ed unico problema che affligge questa squadra: è infatti impossibile non citare anche quello che è stato il caso mediatico di questa ultima settimana, ossia la non convocazione di Cassano.

Il talento barese, infatti, sembra essere l’unico, in un periodo non positivissimo in quanto ad abbondanza di talenti in attacco, capace di poter accendere la luce, di potere insomma cambiare le partite con una giocata.

Nonostante questo, però, Lippi continua ad ignorarlo.

Ancora più specie fa la cosa vedendo di come poi venga invece – anche meritatamente – convocato il suo compagno di reparto: Pazzini. I due, infatti, stanno formando (da gennaio, quando Pazzini è passato dalla panchina della Fiorentina al prato del Marassi) una coppia letale, in assoluto una delle migliori del nostro campionato. Nonostante questo, però, il più grande talento italiano attualmente in circolazione non viene convocato.

Ci si stupiva (a ragione) di quando Domenech non convocava – spingendoli poi al ritiro – Trezeguet e Frey nella sua nazionale… beh, il discorso qui non mi pare diversissimo. Cassano ha un peso specifico in questo momento forse anche superiore rispetto a quello avuto da Trezeguet e Frey tra i transalpini.

Eppure quando si cerca di capire il perché di questa scelta (che sembra possa avere radici più comportamental-personali che non tecnici) si viene liquidati dal C.T. stesso, quando non da chi taccia di anti-lippismo chiunque possa non pensarla come il nostro attuale mister.

Credo non ci sia da fare tanti discorsi al riguardo: Cassano è un giocatore di valore assoluto, con un talento superiore probabilmente a tutti gli attaccanti attualmente convocati da Lippi. Punto.

Sempre riguardo al reparto offensivo ci sono poi altre considerazioni da fare: tra i convocati è fatto piuttosto oggettivo quello che vuole in Rossi l’attaccante attualmente più interessante; l’italoamericano, infatti, sta facendo benissimo al Villareal, squadra che è tra l’altro approdata ai quarti di Champions. Rossi inoltre, come dimostrato anche contro il Brasile, ha dimostrato di essere oggi – e senza la presenza di Cassano – il giocatore più brillante, quello che ci può dare qualcosina in più davanti. Nonostante questo Lippi ha deciso di tenerlo in panchina per tutti i 180 minuti di questa doppia sfida di qualificazione. Personalmente mi lascia piuttosto basito vedere come in nessuna delle due occasioni un giocatore del genere, posto anche chi erano i suoi compagni, sia sempre partito (per restarci) dalla panchina. Il tutto anche oggi, con Di Natale (che sembra ormai imprescindibile, dato che Lippi è il secondo C.T. di fila a schierarlo più o meno sempre titolare) infortunato.

Rossi rappresenta, a meno di stravolgimenti imprevedibili, il futuro di questa squadra. Un futuro anche piuttosto luminoso: vero è che Rossi non è né sarà mai un Messi o, tantomeno, un Maradona, ma resta comunque un talento molto interessante, su cui puntare. Farlo giocare ora rappresenterebbe non solo un salto di qualità dal punto di vista tecnico ma, soprattutto, un investimento per il futuro. E’ lui infatti, assieme al trio d’attacco schierato ieri da Casiraghi, a dover essere considerato, ora come ora, il futuro del nostro attacco. Non schierarlo per preferirgli i giocatori scesi in campo in queste due partite trovo non sia la mossa migliore.

A questo proposito ci sarebbe poi da affrontare un discorso ampissimo, infinito: perché insistere con il 4-3-3 (che in realtà sembra più un 4-5-1 mascherato) quando questo modulo non sembra essere quello che può portare questa squadra a rendere di più?

Se utilizzare il 4-3-3 significa dover, in nome dell’equilibrio tattico, schierare giocatori modesti come Pepe (bravissimo ragazzo, per carità… ma da qui all’essere titolare della nazionale italiana ce ne passa) allora forse meglio modificare qualcosa da questo punto di vista, correggendo certe alchimie per passare, ad esempio, ad un 4-3-1-2. In fondo il passo non sarebbe poi nemmeno lunghissimo; certo, a mio avviso, non più lungo della gamba.

Qui ci si potrebbe poi perdere in ore ed ore di discussioni andando a cercare quello che dovrebbe essere il trequartista in questione: Aquilani? Cassano? Rossi? Giovinco? Montolivo? Pirlo?

Probabilmente oggi nessuno di questi giocatori convicerebbe appieno, in quella zona. Cassano e Rossi, ad esempio, possono essere ritenuti più adatti a giocare come seconde punte (anche se Rossi in under 21 ha giocato diverse volte sulla trequarti affiancato a Giovinco); Pirlo verrebbe spostato dalla cabina di regia per tornare ad un ruolo nel quale da giovane non riuscì ad imporsi; Giovinco è ancora lungi dall’esser titolare alla Juve, figuriamoci se può essere preso in considerazione per la nazionale; Aquilani e Montolivo sono due grandi talenti che però per diversi motivi non hanno ancora fatto il definitivo salto di qualità.

In ogni caso, comunque, a mio avviso l’upgrade tecnico sarebbe notevole. Inoltre credo anche che schierando la medesima difesa e lo stesso centrocampo delle ultime apparizioni un modulo del genere sarebbe assolutamente sostenibile per la nostra squadra.

Insomma, le perplessità riguardo alle scelte di Lippi restano tante. Pensare che possa fallire la qualificazione è – fortunatamente – fuori luogo. Quest’estate, però, ci sarà la Confederations Cup e, soprattutto, tra poco più di un anno il mondiale. Presentarci in queste condizioni, senza cioè – soprattutto – aver abbandonato il modulo e l’impostazione tattica già naufragata agli ultimi europei potrebbe risultare fatale.

Verosimilmente, però, alla fine sarà ancora una volta il carattere e la coesione a poter fare la differenza: culturalmente il nostro calcio è di stampo difensivista (probabilmente al sol pensiero di certe formazioni brasiliane schierate nel corso degli anni, ricche di punte, ali, mezzepunte e chi più ne ha più ne metta i nostri allenatori si sentono mancare), oltre che piuttosto cauto (eufemismo) coi giovani (Rossi probabilmente paga, quasi come Santon, proprio questo). Quindi ancora una volta finiremo, probabilmente, a dover puntare più sul carattere e sul gruppo (che si spera Lippi riuscirà a creare) che non sul bel calcio o il gioco offensivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *