Convocati, polemiche e la logica di Conte

Convocati, polemiche e la logica di Conte

Come sempre, anche la diramazione della lista dei 23 che partiranno per la Francia è stata seguita da molte polemiche: eppure esiste una “Logica di Conte“, dietro a queste convocazioni.

Partiamo da un presupposto doveroso: non sono qui a fare difese d’ufficio di nessuno, sia perché è un ruolo che non mi appartiene sia perché il Commissario Tecnico della nostra nazionale non avrebbe certo bisogno delle mie parole per difendere le proprie scelte.Logica di Conte

Anzi, con una serie di pezzi fatti a tempo debito, spiegai dettagliatamente chi avrei convocato e perché. Nel leggerli (portieri, difensori, centrocampisti ed attaccanti) potrete quindi capire facilmente come io per primo, fossi in lui, gestirei questa nazionale diversamente. Sia in quanto a modulo di base, che per ciò che concerne le scelte dei 23 da portare all’Europeo.

Però il dato di fatto, nonostante in Italia quando è tempo di Europei e Mondiali si diventi tutti C.T., è che la Federazione Italiana Giuoco Calcio due anni fa assegnò quella panchina e l’onere di guidarci ad Antonio Conte, e quindi le sue scelte – che sono poi comunque contestabili – vanno lette secondo i suoi principi di gioco, non secondo i nostri.

Che senso avrebbe, ad esempio, contestare la non convocazione di alcuni nostri beniamini nel momento in cui questi si troverebbero ad essere come pesci fuor d’acqua nella squadra che per due anni ha provato a plasmare il mister in rispetto alla Logica di Conte?

Purtroppo in Italia c’è però sempre quella vena polemica da bar che accompagna praticamente ogni dissertazione sul calcio, più che mai sulla Nazionale.

Così le scelte dei vari Commissari Tecnici vengono sempre giudicate secondo due principi: la “raccolta delle figurine” e la fede di club.

Da una parte quindi si tende a dire “manca questo, manca quello”, come se la presunta qualità assoluta venisse sempre prima delle idee di gioco. Principio a mio avviso sbagliato, se assolutizzato in questa maniera: l’overall di un calciatore è importante, ma viene prima di ogni altro aspetto solo di fronte a dei giocatori di valore mondiale. Discutere se X sia meglio di Y quando X non dà nemmeno lontanamente l’idea di poter cambiare le partite è assolutamente un discorso fine a sé stesso. Quando si tratta di calciatori di livello simile subentrano una serie di considerazioni tattiche e di principio che incidono la scelta molto più dell’overall stesso. Diverso sarebbe invece se ci trovassimo di fronte a campioni di livello mondiale: lì sì che la loro qualità dovrebbe incidere più di ogni altro discorso, e proprio attorno alla loro qualità andrebbe poi costruita la squadra.
Ma diciamocelo chiaramente: nessuno degli esclusi – infortunati a parte, forse – ha oggi un livello di gioco per cui si possa parlare di campione di livello mondiale. Quindi, non può essere considerato delittuoso non aver convocato nessuno degli esclusi.Album figurine

Dall’altra parte, quella della fede dei club, si tende appunto a vedere tutto con gli occhi del tifoso di questa o quella squadra, lamentandosi dell’assenza dei propri beniamini.
Davvero, discorso più vuoto credo non possa essere fatto. Un C.T. ha a disposizione una serie di giocatori e, come detto, sceglie quelli che gli danno più garanzie, partendo dalla propria idea di gioco. Filtrare tutto attraverso delle lenti colorate con i colori delle maglie del proprio club del cuore è un abominio della ragione.

PORTIERI

Sul trio di portieri, forse perché già di fatto annunciati all’inizio del pre-ritiro, non ho letto né sentito grandissime polemiche. Certo, qualcuno già a suo tempo aveva proposto le candidature di giocatori come Donnarumma e Sportiello, giovani rampanti che avrebbero potuto acquisire quel po’ di esperienza in più partecipando alla spedizione francese.

La realtà è che la Logica di Conte, evidentemente, deve aver vertito sull’idea che fare il terzo portiere ad un Europeo non ti fa acquisire chissà quanta esperienza. E, di contro, l’esperienza era proprio quella che richiedeva ai suoi portieri.

Così dietro all’intramontabile Buffon ecco i due altri portieri con la maggior esperienza internazionale tra quelli convocabili dal C.T.: Sirigu e Marchetti.

Potremmo discutere le ore, ma se prendiamo per buona l’idea che le convocazioni vadano lette secondo la Logica di Conte per capire cosa si voglia costruire e quanto siano adeguate le scelte compiute, ecco che la rosa dei portieri scelta è abbastanza inappuntabile.Sirigu e Buffon

DIFENSORI

Dai difensori in poi iniziano a nascere invece i primi veri problemi, che sorgono in funzione dei problemi di cui si parlava ad inizio del pezzo relativi a come vengono giudicate le scelte: per raccolta di figurine o tifo di club, non secondo i principi di gioco del C.T., in questo caso quindi secondo la Logica di Conte.

Partiamo dal blocco juventino: indiscutibile. Per tutti, ovviamente, tranne che per chi legge le convocazioni come una guerra tra clan. Anzi, tra club. E allora non può reggere l’idea che il reparto migliore di questa nazionale verta tutto su giocatori che si trovano a giocare nella stessa squadra, invisa alla propria, anche durante l’anno.

Beh, da un punto di vista logico ovviamente questa scelta non fa una grinza: Conte vuole impostare la Nazionale sul 3-5-2 che conosce bene ed ha provato a sviluppare nel corso degli ultimi due anni anche in Azzurro, e per farlo si affida là dietro a giocatori forti, esperti e soprattutto che conoscono questo modulo a menadito, praticandolo da svariati anni.

Come unica riserva di ruolo, Angelo Ogbonna.

E le ragioni sono le stesse: questo modulo lo conosce bene avendolo praticato proprio in bianconero per molto tempo. Non solo: è mancino, quindi unica alternativa per piede a Chiellini, ed in caso di necessità – come fatto a suo tempo proprio a Torino – può sostituire anche Bonucci.

Un mix di qualità, quindi, che gli esclusi non avevano. A partire da Rugani, che conosce sì il metodo di gioco ma difficilmente, oggi, potrebbe adattarsi a fare il centrale, soprattutto ad altissimo livello. Ma anche da Astori, che gioca normalmente in una difesa a tre, è mancino, ma appunto difficilmente potrebbe adattarsi a fare il centrale. Ed infine Acerbi, per non citare i già tagliati Izzo e Tonelli, giocatore che a mio avviso viene da una stagione giocata ad altissimo livello ma che, nella Logica di Conte, avrebbe probabilmente avuto bisogno di tempo per adattarsi al modulo ed al metodo di gioco. Peccato davvero, perché trovo sia il secondo migliore “difensore di impostazione” d’Italia, ed avrebbe quindi agilmente potuto sostituire anche Bonucci in caso di necessità.Daniele RuganiSugli esterni, poi, le scelte sono lampanti: due terzini, che con ogni probabilità giocheranno fluidifcanti, che possono adattarsi su entrambe le fasce. Possiamo discutere ad esempio il rendimento tenuto da De Sciglio dopo gli ottimi esordi, ma se la Logica di Conte, come mi sembra chiaro, presupponeva la necessità di cercare terzini capaci di agire su entrambi gli out, ecco che le scelte diventano più che comprensibili.

Nessuno dei vari Zappacosta, Antonelli, De Silvestri e chi più ne ha più ne metta ha questa peculiarità altrettanto spiccata.

CENTROCAMPISTI

A centrocampo, ieri, si è probabilmente scatenato il pandemonio peggiore.

La discussione è girata praticamente tutta attorno al nome di Jorginho, osannato in primis dai tifosi napoletani che si sono sentiti defraudati di una convocazione (due, con Gabbiadini), in secundis da tutta una serie di altri appassionati calcistici nostrani che lo ritiene, via Marchisio e Verratti, come il centrocampista di maggior qualità a disposizione della nostra Nazionale.
Un delitto quindi non convocarlo, per tornare alla questione della raccolta delle figurine.

Ora, torniamo al principio secondo cui le convocazioni, in assenza di giocatori di grandissima classe (cosa che, spiace molto in primis a me che sono il più grande tifoso della nostra Nazionale che abbia mai incontrato, Jorginho non è), vadano giudicate secondo quella che è la Logica di Conte.

Nel 3-5-2 messo in mostra anche contro la Scozia, e che con ogni probabilità sarà il nostro modulo base con cui affronteremo l’Europeo, l’identità di gioco era forte e chiara, e non dava adito a tanti misunderstanding. Anzi.

Di fatto la squadra è costruita per cercare di essere quanto più dinamica possibile, aggressiva e verticale. Insomma, una Nazionale modellata su principi di gioco simili a quelli della Juventus che vinse tre Scudetti consecutivamente proprio sotto la guida del tecnico leccese.

Per questo ecco che gli esterni vengono equilibrati con un terzino come Darmian a sinistra ed un’ala come Candreva destra. Di buona gamba, però, così da poter rientrare a centrocampo ad infoltire il reparto in fase di non possesso.Logica di ConteIn mezzo, poi, due mezz’ali dinamiche ma di differenti approcci: da una parte Florenzi, col compito di allargarsi quando Candreva si stacca e coprire le spalle al giocatore laziale, dall’altra Giaccherini, con dinamismo e licenza d’inserimento.

Centralmente – in mancanza di quello che fu Pirlo in quella Juventus – un mediano capace di dare copertura alla difesa ma anche in grado di dare un supporto alla fase di costruzione, e perché no verticalizzare: De Rossi.

In questo quadro, capite bene, Jorginho c’entra poco.

In primis non era ovviamente in competizione per un posto con Sturaro (la cui convocazione è limpida: nella Logica di Conte è il giocatore che per atletismo, dinamismo e ritmizzazione può meglio rimpiazzare Florenzi come mezz’ala destra in caso di necessità), ma con De Rossi e Motta. Rispetto cui, appunto, paga la minor capacità di fare da filtro in primo luogo. E di verticalizzare – soprattutto rispetto a De Rossi – in secondo.

Jorginho è infatti un giocatore di governo del gioco, di regia. Capace di amministrare il pallone e dettare i tempi, soprattutto sul breve. Con quello che viene volgarmente definito “regia corta”.
Nella Logica di Conte, però, in assenza di un regista dalle qualità fuori dal comune come Pirlo (che aveva per altro uno dei lanci più puliti e precisi che abbia mai visto su un campo di calcio) era evidentemente necessario un giocatore che in primis sapesse fare filtro, avesse ottime letture in fase di non possesso, desse robustezza al reparto. E poi, appunto, sapesse magari anche lanciare, cosa che De Rossi fa più e meglio di Jorginho, per alternarsi con quello che di fatto potrebbe essere il “vero regista” di questa Nazionale: Leonardo Bonucci.

Detto tutto questo, quindi, l’esclusione di Jorginho – che io avrei convocato nella mia Nazionale, e vi posto per la terza volta il link al pezzo che scrissi al riguardo, ché non possa essere tacciato di partigianeria contro l’italobrasiliano a prescindere – è assolutamente comprensibile. Logica. Non è il giocatore che serve a questa Nazionale, secondo la Logica di Conte, né può per livello assoluto essere il giocatore attorno cui decidi di costruire un’intera squadra.

Detto quindi dei perché di De Rossi (che all’occorrenza potrebbe sostituire anche Bonucci, ecco il perché dei soli quattro centrali, vista anche la possibilità di far giocare Darmian come uno dei due centrali laterali), Motta e Sturaro, il resto viene da sé.Giacomo Bonaventura

Giacomo Bonaventura è principalmente un esterno offensivo. Mezz’ala evidentemente non riesce a calarsi nelle richieste tattiche dell’allenatore, che sulla parte sinistra vuole giocatori dinamici e d’inserimento (Giaccherini e Parolo). Il milanista, che anche in questo caso nella mia idea di calcio avrei portato, è invece più un portatore di palla. Un giocatore abile nell’uno contro uno. E sull’esterno, da fluidificante, farebbe fatica. La sua esclusione è quindi dettata da una questione di caratteristiche e compiti tattici specifici, esattamente come per Jorginho e tutti gli altri esclusi.

A chiudere, Bernardeschi ed El Shaarawy. Due giocatori che agiranno prevalentemente sull’esterno, con la capacità di incidere in attacco ma anche fare del gran lavoro in fase di non possesso. Due alternative ai titolari che possono dare un quid di qualità in più.

ATTACCANTI

Pavoletti, Belotti, Gabbiadini, addirittura Lapadula. Tanti sono stati i calciatori invocati da più parti, ma alla fine il C.T. è rimasto granitico nelle sue certezze (convincendosi solo all’ultimo su Insigne, credo).

Partiamo dal presupposto che io avrei giocato col 3-4-3 per sfruttare al meglio i tanti esterni a nostra disposizione, nella Logica di Conte il 3-5-2 con palla spesso lunga su Pellè ed inserimento sulla seconda palla di Eder deve evidentemente essere l’opzione che dà più garanzie di riuscita.

Tutto è discutibile ragazzi miei, ma se non facciamo raccolte di figurine e non stiamo giocando alla PlayStation non è il numerino dell’overall in stile Fifa da guardare, quanto le qualità ed il gioco specifico espresso dai vari calciatori.

Io giocherei diversamente, l’ho detto. Ed addirittura la coppia di titolari del mister salentino nemmeno l’avrei convocata, nella mia Nazionale.

Ma visto che un’impalcatura di gioco c’è ed è chiara, bisogna valutare queste convocazioni secondo la Logica di Conte, per capire se ha fatto delle scelte sensate o meno.

Ed in questo senso credo che ci sia poco da dire.

Graziano Pellè

Pellè è la prima punta più fisica a disposizione. Un calciatore che sa fare qualche goal ma soprattutto sa lavorare molto per la squadra. Un giocatore che può gestire bene le verticalizzazioni di Bonucci e De Rossi e facilitare il rimorchio di Eder. Che resta la miglior seconda punta del nostro calcio, reduce da sei mesi negativi a Milano dove è stato utilizzato fuori ruolo… ma a Genova, ricorderete, da seconda punta giocò altri sei mesi devastanti.

Poi ci sono Zaza ed Immobile, la prima coppia titolare dell’avventura azzurra di Conte. Due giocatori molto mobili, capaci di dare pochi punti di riferimento e di fare sia da prima che seconda punta. Ed Insigne, il giocatore di maggior qualità del gruppo, ancora non sbocciato ai massimi livelli così da poter dire “costruisco la squadra attorno a lui”.

Di critiche se ne possono fare davvero tantissime a queste scelte ed io stesso ne avrei compiute molto differenti. Ma la Logica di Conte è lampante, la responsabilità delle scelte è sua, e tutto il quadro va compreso così da non dare giudizi bislacchi (alla “ha portato Sturaro invece di Jorginho, laddove hanno ruolo e peculiarità totalmente differenti).

L’EUROPEO

Non avendo la sfera magica non so cosa sarà di noi all’Europeo, di certo non partiamo coi favori del pronostico.

Penso però anche che quando ti manca la qualità assoluta dei giorni migliori e non hai i fenomeni a risolverti le partite (i vari Del Piero, Totti e Vieri dei nostri recenti giorni migliori) devi gioco-forza affidarti al gruppo e ad un’idea tattica chiara.

Antonio Conte è attaccabile e criticabile per davvero tantissime cose, ma non si può dire non abbia fatto questo.

In due anni ha costruito un gruppo di calciatori cercando di affiatarlo il più possibile tra loro, e per farlo si è affidato in larga parte al blocco juventino, a sua volta già affiatato.

Nel farlo ha impostato una didattica chiara, con compiti precisi. Ed ha cercato gli interpreti che potessero assolvere al meglio a questi compiti.

Logica di Conte

Ho visto nazionali più forti di questa essere molto più allo sbaraglio di così. Credo che se la condizione ci sosterrà (alla fine tutto si gioca lì) e riusciremo a fare quadrato, potremo toglierci qualche bella soddisfazione.

Altrimenti a fine Europeo in tanti si scaglieranno contro le scelte di un C.T. che per molti è già con la testa a Londra (sbagliatissimo, a Malta addirittura si arrabbiò coi raccattapalle perché troppo lenti nel svolgere il loro compito e rei di abbassare troppo il ritmo di gioco), reo di aver lasciato a casa chissà quali fenomeni. Coi quali, ovviamente, avremmo vinto l’Europeo a mani basse.

Chiaro, no?


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