Lapadula e Caprari: due pescaresi alla conquista di Milano – L’Opinione

Lapadula e Caprari: due pescaresi alla conquista di Milano – L’Opinione

La scorsa stagione il Pescara Calcio è stata la squadra che più mi è piaciuto guardare, tra quelle del campionato di Serie B. Nulla da togliere alle altre – il Crotone in particolare – ma i Delfini avevano quel mix di gioco ed individualità (su tutti Lapadula e Caprari) che più mi ha rapito.

Pescara 2015/16

Se Crotone e Cagliari hanno condotto un campionato che le ha portate ad essere promosse direttamente, gli abruzzesi – e non me ne vogliano gli altri club giunti ai play off – hanno centrato la Serie A non con meno merito.

Il tutto anche grazie ad un calcio brillante ed organizzato, come quello messo in campo da coach Massimo Oddo, campione del mondo nel 2006.

Un Oddo che ha rispolverato per l’occasione il famoso “albero di Natale” di ancelottiana memoria. Un 4-3-2-1 imperniato su di una difesa solida, un centrocampo dinamico e creativo, due trequartisti creativi ed una punta combattiva e letale sotto rete.

Diversi sono stati i calciatori che si sono messi in mostra lo scorso anno, tra le fila dei Biancazzurri.

Calciomercato PescaraSe Mandragora, che pure non è stato titolare fisso, è arrivato a guadagnarsi la chiamata niente popò di meno che della Juventus, le due milanesi hanno deciso di puntare sulla coppia che in assoluto ha trascinato i Delfini alla promozione: Lapadula e Caprari.

Il primo, come è noto, sbarcherà infatti in Rossonero per dare un po’ di nerbo in più ad un attacco cui nell’ultima stagione non sono mancati tanto i goal (in questo senso ci si può solo levare il cappello davanti a Bacca, che pur non essendo servito al meglio ha centrato il bersaglio grosso 20 volte, di cui 18 in campionato), quanto la cattiveria agonistica.

Una qualità che invece trabocca in Lapadula, giocatore sempre pronto a scendere in campo col coltello tra i denti.

L’italo-peruviano (a proposito, nel corso di questa stagione dovrà anche sciogliere le sue riserve, decidendo se rispondere alla chiamata della Blanquirroja oppure se provare ad aspettare gli Azzurri) è infatti un attaccante centrale prima punta di movimento abbastanza atipico: fisicamente ha più la struttura della seconda punta o dell’esterno (178 centimetri per 69 chilogrammi, secondo Wikipedia), ma da unica punta ha fatto davvero onde lo scorso anno.

Il suo score racconta di ben 30 goal in 43 match di campionato (27 + 3 ai playoff). Il tutto a seguito dei 25 firmati l’anno precedente in Lega Pro.

Una storia molto particolare, quella di Lapagol, che dopo aver effettuato parte della propria formazione alla Juventus si troverà a girare mezza Italia per cercare un posto al sole, senza trovarlo.

A Vercelli giocherà poco, ad Ivrea troverà più spazio ma nessun feeling con la porta. Nel 2009 sarà quindi ingaggiato da quell’accumulatore di calciatori che era il Parma pre-fallimento, venendo spedito a destra e a manca nelle stagioni successive (compresa una al Nova Gorica, in Slovenia).

La scorsa estate il Parma fallisce. Lui è reduce dall’ottima stagione a Teramo ed il Pescara decide di dargli una chance.

Ripagata con dividendi a pioggia, potremmo dire.

La storia di Lapadula è molto particolare, dicevamo, ed ha sicuramente contribuito a forgiarne il carattere.

Il ragazzo nativo di Torino non è infatti un fenomeno a tutto tondo. Ha qualità tecniche buone ma comunque nella norma a quel livello. Come detto non ha un fisico importante né risulta atleticamente dominante.

Però a guardarlo in campo si può finire con l’essere rapiti dalla sua fame. Gioca con un fuoco dentro se non unico certo raro. Una voglia di arrivare, di spaccare il mondo, davvero incontenibile.

Non mi piace venga tirato fuori in ogni discorso, ma in questo caso passatemi il parallelo: per il Milan passare dall’indolenza frustrante di Mario Balotelli alla fame atavica di Gianluca Lapadula sarà un upgrade a prescindere dal numero di goal che l’ex pescarese riuscirà a segnare.

Dal punto di vista caratteriale e di approccio, quindi, ho pochi dubbi.

In questi anni parlando con i tifosi milanisti mi è capitato spesso di sentir dire che volessero giocatori combattivi, che anche di fronte ad una sconfitta potessero uscire dal campo a testa alta, consci di aver dato tutto ed anche di più.

Lapadula e Caprari

Ecco, a costoro dico che Gianluca Lapadula ha tutto da dimostrare in Serie A, ma se c’è una cosa che non farà mancare sarà di certo il suo apporto combattivo.

Un paio di aspetti, invece, sono da verificare.

In primis sicuramente l’adattabilità del ragazzo al gioco di Montella. Un gioco come si sa idealmente molto manovrato e di palleggio, dove anche la punta deve dare il proprio apporto di qualità al giro palla ed alla fase di costruzione e rifinitura.

Ecco, per fare tutto ciò servono, soprattutto là davanti, qualità tecniche superiori.

Lapadula, come ho già detto, non è certo scarso. Però va verificato come, oltre alla gran dose di combattività, riuscirà ad inserirsi nei meccanismi montelliani.

Il secondo aspetto è invece più prettamente numerico.

Nel corso della sua carriera Lapadula ha segnato tanto, anche se in singole stagioni, in tutte le categorie professionistiche in cui ha giocato: 24 goal in Lega Pro Seconda Divisione (San Marino, 2011/12), 25 in Lega Pro Prima Divisione (Teramo, 2014/15), 30 goal in Serie B (Pescara, 2015/16) e 14 goal in Prva slovenska nogometna liga (ND Gorica, 2013/14).

Riuscire a fare altrettanto, o comunque numeri importanti, anche in Serie A è però tutt’altro che scontato.

Il perché è semplice, intuibile anche a chi mastica poco il calcio: il livello è profondamente diverso, non è scontato che il ragazzo risulti all’altezza.

In questo caso ci sono esempi che vanno in entrambi i sensi.

Guardando al passato potremmo infatti citare casi come quello di Stefan Schwoch, giocatore che prima dell’approdo in Serie A segnò praticamente in ogni categoria italiana (Interregionale, C2, C1 e B) salvo poi floppare clamorosamente l’approccio con la Serie A, che lasciò dopo sei soli mesi per raggiungere il Napoli in cadetteria.

Stefan SchwochSchwoch, qualcuno lo ricorderà, fu uno dei protagonisti della promozione del Venezia della stagione 1997/98, con 17 goal in 36 match. Da lui ci si aspettava sicuramente molto, ma dopo 2 soli centri in sei mesi il ragazzo fu di fatto costretto ad alzare bandiera bianca, andando a giocare i successivi nove anni e mezzo in Serie B, arrivando un paio di volte anche oltre i venti goal stagionali.

Insomma, un giocatore che in cadetteria fu capace di avere un grande impatto. Che ad un livello più basso si fece rispettare alla grande. Ma che nella nostra massima serie non riuscì a spostare una foglia

Di contro potremmo citare anche, tra gli altri, Ciro Immobile. Il ragazzo cresciuto nella Juve seppe infatti segnare 28 goal nel Pescara (corsi e ricorsi storici…) di Zeman, per poi quasi ripetersi due stagioni più tardi al Torino, quando divenne capocannoniere della Serie A con 22 centri, meritandosi la chiamata al Mondiale brasiliano.

Insomma, ripetersi in Serie A non è facile ma Lapadula ha esempi cui ispirarsi. Scopriremo presto se la sua fame e la sua voracità sotto porta lo renderanno goleador affidabile anche per la nostra massima serie.

Detto dell’italo-peruviano che proverà a conquistare la sponda Rossonera di Milano, veniamo a Gianluca Caprari, fantasista scuola Roma che dopo di fatto quattro stagioni a Pescara sembra finalmente aver trovato una dimensione all’altezza delle aspettative che vennero riposte su di lui in gioventù.

Il ragazzo nativo della Capitale era infatti ritenuto uno dei più grossi talenti passati nel dopo-Totti per le formazioni giovanili Giallorosse.
Un giocatore capace di debuttare in Champions League solo 18enne, salvo poi non trovare mai spazio e fiducia nella squadra capace di formarlo.

La sua storia è però opposta a quella di Lapadula, che dopo un settore giovanile importante aveva finito per girovagare per l’Italia e non solo in attesa di una possibilità concreta.

Lui ha infatti giocato un anno e mezzo a Pescara tra il gennaio 2012 ed il giugno 2013, per poi tornare in Abruzzo nel gennaio del 2014, e restarci sino ad oggi.

Qui, anche non senza qualche difficoltà, è cresciuto passo a passo, sino ad affermarsi come uno dei migliori giocatori del campionato cadetto.

Nel campionato conclusosi il mese scorso, infatti, l’ex campione italiano Allievi (2010) e Primavera (2011) ha segnato la bellezza di 13 goal, mettendo anche in mostra una tecnica di base eccellente ed una serie di ottime giocate ed invenzioni.

Un giocatore creativo e discretamente elegante insomma, dal fisico compatto, il baricentro basso ed una certa rapidità nello stretto e con la palla tra i piedi.

Gianluca Caprari

Caprari che a differenza dell’ex compagno Lapadula non sbarcherà subito a Milano, essendo destinato a rimanere un altro anno in quel di Pescara.

Anche per lui, ovviamente, vale un discorso simile a quello fatto per la punta italo-peruviana.

Va testato in Serie A, palcoscenico molto diverso sotto ogni punto di vista rispetto alla cadetteria.

Anche lui, come e probabilmente più di Lapadula, ha però prospettive interessanti, eventualmente anche da Azzurro. Questo perché in un calcio, come quello italiano, che sta sicuramente vivendo un momento di calo drastico della qualità, un giocatore con questa classe potrebbe fare molto comodo, se si confermasse nel gotha del nostro movimento pallonaro.

La sua esperienza milanese è quindi ancora là da venire, ma sarà comunque interessante capire dove potrebbe essere usato nel contesto Inter.

Nato ala destra si è trasformato in una sorta di trequartista capace di giocare sia più centralmente tra le linee che anche largo, volendo su entrambe le fasce.

Per capire dove potenzialmente potrebbe giocare in Nerazzurro, però, bisognerà prima capire chi sarà, l’anno prossimo, il mister della squadra…

Lapadula e Caprari saranno insomma chiamati a confermarsi in Serie A dopo l’ottima stagione di B.

Lapadula e Caprari

Se e quanto ci riusciranno lo scopriremo presto, ma sarebbe bello che un po’ tutti i nostri club cominciassero a riscoprire anche i talenti di casa nostra. Che di Nesta, Cannavaro, Totti e Del Piero magari non ne avremo più, ma di ragazzi meritevoli anche più di certe pippe che importiamo in Italia di certo ne abbiamo a iosa…


Seguimi su:
Facebook      Twitterblog      Twitterpersonale      G+      Youtube      Instagram

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *