Match analyst: il lavoro (calcistico) del futuro (prossimo)

Match analyst: il lavoro (calcistico) del futuro (prossimo)

Quello del match analyst è un mestiere che sta prendendo quota, all’interno del mondo del calcio. Una realtà che a mio avviso vale la pena di andare ad esplorare.

Per farlo ho pensato di chiamare in causa un ragazzo che secondo me ha davvero il fuoco dentro: Mario Savo, ex analista del Latina Calcio, autore del libro “La match analisi nel calcio”, presidente dell’AIAPC e tra i vincitori del Players Player Award all’HackMCFC (tante informazioni tutte insieme, ma tranquilli che verrano spiegate meglio nel pezzo).

Mario Savo - Match analyst

Mario è un ragazzo che conobbi credo qualcosa più di un anno fa nel corso di un workshop organizzato da ROI Italia presso lo Juventus Stadium.

Durante il break per il pranzo capitò che iniziammo a chiacchierare per caso, e vidi in lui quella stessa passione vera, genuina ed incontenibile per il calcio che è sempre vissuta anche in me (pur declinata in modi differenti). Il feeling fu quindi naturale, come lo scambio di contatti. Non poteva che essere lui il mio “prescelto”, per provare ad introdurvi la figura dell’analista.

Per questo qualche mattina fa l’ho chiamato e ci ho fatto quattro chiacchiere. Ne è uscita una mezz’oretta interessante, di cui vi rendo partecipi. Si è parlato del mondo dell’analisi in generale, come della sua esperienza personale. Sia per chi conosce ancora poco questa figura, che per chi voglia approfondire la cosa, che per chi può avere un interesse professionale in merito e voglia qualche dritta da chi in questo mondo già ci opera da tempo.

Per comodità dividerò quindi il pezzo in cinque paragrafi, con gli argomenti principali toccati da Mario nella discussione. Enjoy!

Il lavoro dell’analista

Analista tecnico-tattico, performance analyst, match analyst: in Italia queste tre definizioni sono usate essenzialmente come sinonimi tra loro, anche se in realtà tra performance e match analyst c’è differenza.

Performance analyst si riferisce infatti all’analisi oggettiva di eventi elementari comportamentali complessi avvenuti all’interno di un contesto di performance sportiva, come può essere anche un allenamento ad esempio. Quando invece si parla di match analysis ci si riferisce invece al match appunto, alla sola partita. Ne deriva che in realtà performance e match analysis seguono logiche diverse, sia come scopi che come modalità di esecuzione.

Mario Savo - Match analysis

Nella definizione internazionale esistente oggi possiamo quindi dire che il performance analyst (definizione che preferisco a quella di match analyst!) è una figura ibrida, diversa da quella dell’allenatore e del preparatore atletico. Perché da una parte ha competenze di natura tattica, dall’altra ha competenze di natura statistico matematica e nell’espletare il proprio lavoro unisce queste sue competenze.

All’interno di un reparto di performance analysis di un top club internazionale possiamo però avere professionisti specifici di queste aree che cooperano tra loro all’interno del reparto di Performance Analysis. Possiamo quindi trovare tattici (come degli allenatori) che collaborano con gli statistici (come i matematici o gli ingegneri dei dati).

Personalmente mi ritengo per formazione una figura ibrida: ho competenze tanto tattiche quanto statistico-analitiche.”

Come diventare match analyst

Non esiste un percorso univoco per diventare analisti, in Italia.

Essenzialmente ciò che fa la differenza è la forza di volontà e la voglia di mettersi in gioco e studiare. Infatti essendo una figura ibrida che basa le sue competenze su un ventaglio di conoscenze ampie è assolutamente necessario studiare tantissimo, cosa che del resto non si smette mai di fare. Personalmente mi considero un ricercatore proprio perché si continua sempre a sperimentare, fare test, studiare, imparare.

Studiare può però voler dire tante cose. Di certo una conoscenza di base ce la si può costruire con dei libri, io stesso ne ho scritto uno l’anno scorso, edito dalla casa editrice Allenatore.net: “La match analysis nel calcio”.

Un libro però non può essere esaustivo, per questo consiglio di fare anche corsi di formazione in aggiunta, cosa questa che permette di entrare nel vivo della materia e di iniziare ad utilizzare i programmi necessari a svolgere la professione di analista dal punto di vista pratico.

Mario Savo - Match analysis

In Italia esistono molti corsi di formazione organizzati da aziende private che sviluppano software per la match analyst. Io personalmente sono il referente italiano della LongoMatch, azienda leader a livello mondiale del settore, che produce l’unico programma open source di video analisi sportiva e che propone in Italia dei percorsi di formazione eccellenti dedicati allo sviluppo e alla certificazione della figura nonché all’iscrizione dei neo analisti all’Albo dei match analyst della LongoMatch, pubblicato sul sito web dell’azienda.

Per chi fosse interessato, i nostri prossimi corsi in Italia saranno ad ottobre. Per ulteriori informazioni si potrà consultare il sito www.elitefootballcenter.com, che sarà online entro un paio di settimane, oppure potrà fare riferimento al mio profilo Facebook e alla mia email: [email protected].”

L’esperienza professionale di Mario Savo

Ho mosso i primi passi nel mondo del calcio con il Latina calcio a 5, dove sono rimasto per tre anni ottenendo grandi risultati in una società fantastica (in 3 anni abbiamo ottenuto 2 promozioni portando il club dalla Serie B alla Serie A2 e dalla A2 alla A1, categoria nella quale tuttora milita). Quando venni poi a sapere che Mark Iuliano cercava un match analyst per la Primavera del Latina Calcio (a 11), mi propongo e vengo preso come video analista. Inizialmente, quindi, non dovendo toccare la parte numerico-statistica.
Col tempo ho però iniziato a proporre anche questo tipo di contenuti, arricchendo quindi il mio lavoro di analisi.

A gennaio 2015 siamo stati poi chiamati in prima squadra. Il Latina era in una posizione di classifica difficile, ma siamo riusciti a salvarci facendo un bellissimo percorso che ha arricchito il mio bagaglio di esperienze.

A settembre dello stesso anno ho quindi lasciato il Latina ed ho continuato la mia attività di ricerca, terminato di scrivere il mio libro (uscito a dicembre 2015) e proseguito a svolgere docenze e ad essere invitato a convegni e tavole rotonde sulla materia, in particolare dedicate alla match analysis ed allo scouting calcistico.”

Mario Savo

La ribalta internazionale: l’HackMCFC

“Intorno ad aprile ho visto che c’era questo contest – l’HackMCFC – organizzato dal Manchester City in collaborazione con società che sviluppano dati statistici per il calcio ed ho deciso di partecipare.

La finalità era di riunire a Manchester i maggiori esperti di performance analysis per poter sviluppare nuovi algoritmi di analisi di cui potesse usufruire il Manchester City.

Il percorso di selezione ha previsto una prima tappa, con al via 30.000 candidature da tutto il mondo. La prima scrematura ci ha ridotto a 400 analisti, da cui sono poi stati scelti i 70 finalisti, tra cui io ed altri due italiani.

Una volta all’HackMCFC siamo stati divisi in 12 gruppi. A ciascun gruppo sono stati consegnati cinque milioni e mezzo di dati relativi alle prime dieci gare disputate nella scorsa stagione dal City di Pellegrini. Su questi dati ogni gruppo di lavoro – nel mio abbiamo raggruppato i tre porta colori italiani ed un ragazzo inglese – ha sviluppato il proprio modello di performance.

Al termine del contest abbiamo presentato il nostro progetto di performance analisi, vincendo il Players Player Award: il nostro sistema, insomma, è stato votato come il migliore tra quelli in gara dagli stessi settanta analisti arrivati in finale.”

Il futuro della match analysis in Italia

E’ un terreno ancora abbastanza vergine, nel nostro paese, con grandi potenzialità di crescita. Per provare a dare un grosso impulso allo sviluppo di questa disciplina ho fondato l’AIAPC (Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio, www.assoanalisti.it) o Assoanalisti, che è la prima associazione di categoria rivolta a salvaguardare gli interessi di questo ruolo professionale.

La AIAPC nasce per dare una dignità autonoma, una riconoscibilità, una identità all’analista in Italia e per rappresentarlo nei rapporti con le federazioni ed i club.

Match analysis

Tra i nostri servizi offriamo la prima assistenza legale gratuita. Più una serie di servizi e benefits per facilitare il lavoro ad un performance analyst, come sconti su libri, programmi, polizze assicurative e rete di hotel convenzionati.

La cosa che ci preme di più è spingere affinché venga riconosciuto veramente il ruolo del match analyst in Italia.

Perché dico veramente?

Da circa un mese la FIGC ha riconosciuto il ruolo del match analyst. Ma va fatta una precisazione. In passato per essere match analisti serviva essere inquadrati come collaboratori tecnici. Quindi serviva avere il patentino UEFA B, che è però una cosa complessa da ottenere, essendo un patentino da allenatore e prevedendo una serie di barriere “in entrata” che rendono impossibile a molti accedervi.

Tutto ciò è sbagliato concettualmente, perché ad esempio ad un preparatore atletico non serve il patentino UEFA B. Allora perché per diventare analista sì?

Oggi cosa ha fatto Coverciano? Riconosce la figura, il che significa che vi è la possibilità di entrare a far parte di uno staff tecnico venendo inquadrato come Match Analyst e non più come Collaboratore Tecnico, ma per accedere al corso tramite il quale ottenere l’abilitazione a match analyst a Coverciano, è comunque necessario proprio essere muniti del patentino UEFA B. Di fatto perciò non è cambiato nulla.

Questo a mio avviso non significa aver compreso l’importanza di questa figura ed il suo essere una figura diversa rispetto a quella di un allenatore. Si può essere allenatori UEFA B senza essere statistici o matematici, così come il contrario. Il Match Analyst è una figura diversa e autonoma rispetto a quella dell’allenatore e a quella del Preparatore Atletico, merita perciò di essere trattata come tale.

La lotta che stiamo facendo serve proprio a far comprendere che questa figura non debba per forza essere un allenatore, ma può anche provenire da altri iter di formazione. Bisogna quindi aprire l’ingresso a questa tipologia di figure permettendo anche a chi ha competenza scientifica di poter ottenere l’attestato di analista e di poter essere inquadrato così dalla FIGC e dai club.

Match analysisPenso poi possa essere anche dequalificante per un allenatore sapere che è finito a fare il match analyst, che non dovrebbe essere un allenatore riciclato. Se fossi allenatore mi sentirei offeso. E’ come se mi stessi dicendo che se mi va male come allenatore o come collaboratore tecnico posso riciclarmi così. Penso sia brutto anche nei confronti degli allenatori. Un allenatore nella vita ha il sogno di allenare, è questo il suo obiettivo, chi invece ha il sogno di fare il performance analyst ad allenare non ci pensa per niente. Per questo vogliamo aprire la figura, assicurando parità ed equità nei punti di partenza a background diversi, perché la vera ricchezza di questa disciplina è il dialogo tra competenze e know how diversi. Chi comunque fosse interessato a conoscerci come Associazione e a formarsi a riguardo può contattarci e tenersi aggiornato anche attraverso la nostra pagina Facebook ufficiale.”


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