Napoli su Héctor Herrera? Perché no!

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Nato il 19 aprile del 1990 a Tijuana, nello stato di Baja California in Messico, Héctor Miguel Herrera López è un centrocampista tuttofare che dopo essersi imposto nel professionismo con la maglia del Pachuca è sbarcato in Europa, al Porto, un paio d’anni or sono.

Le cose migliori il Zorrillo le ha sicuramente messe in mostra con la maglia d’El Tri, la nazionale del suo paese, che ha onorato fin dalle rappresentative giovanili.

Nel 2012 gioca il Torneo di Tolone vincendolo ed imponendosi come MVP della manifestazione. Nello stesso anno arriva anche la vittoria nel torneo di qualificazione olimpica della CONCACAF, nonché la storica imposizione alle Olimpiadi di Londra.

Dopo aver poi giocato un buonissimo Mondiale in Brasile lo scorso anno si è imposto nella Gold Cup disputatasi questo luglio tra gli Stati Uniti ed il Canada.

Al Porto le cose sono invece andate un po’ meno bene, per quanto anche con la maglia dei Dragões il buon Herrera abbia messo in mostra tutte le sue qualità, disputando da assoluto protagonista la scorsa stagione, con 33 presenze in Liga Sagres ed 11 in Champions League (con un totale di 3 goal all’attivo).

180 centimetri per 74 chilogrammi, il Zorrillo è un centrocampista che suole agire prevalentemente come interno di centrocampo o mezz’ala, a seconda della disposizione tattica scelta dall’allenatore.

Héctor Herrera è il classico giocatore che non eccelle in niente ma è bravo in tutto.

Non ha una grandissima velocità di base, apparendo anzi un po’ compassato nel suo incedere, ma non è nemmeno lento. Non ha un tiro da campione, ma sa farsi valere dalla media distanza sia per precisione che per potenza. Non è un funambolo palla al piede, ma sa saltare l’uomo. Non è un regista puro, ma ha visione di gioco. Non ha la colla sul piede, ma è in possesso di un buonissimo controllo di palla e di un’ottima conduzione della stessa.

Insomma, è un centrocampista box to box che sa aiutare la squadra in fase di ripiegamento tanto quanto dare una mano in costruzione, rifinire il gioco e perché no andare a concludere quando gli si presenta l’opportunità.

Proprio questa mattina, poi, il ragazzotto di Tijuana è stato accostato ad una squadra italiana, il Napoli.

Debbo dire che per lui ho avuto da subito un debole calcistico, fin dalla prima volta che l’ho visto giocare. Perché pur non essendo un fenomeno ha qualità importanti ed ancora margine di crescita. Credo possa quindi diventare un giocatore capace di recitare senza sfigurare sui palcoscenici europei, come del resto ha già dimostrato nel corso della scorsa Champions League.

Fossi nel Napoli, quindi, lo acquisterei senza remore, se potessi.

Certo è che però difficilmente, arrivato in Campania, potrebbe imporsi tanto facilmente.

Lo scenario è chiaro: nel centrocampo a 3 costruito da Sarri Herrera avrebbe senso se usato come mezz’ala, più che come centrale. Quindi, niente lotta per un posto al sole con il duo Jorginho-Valdifiori, ma dualismo con Allan ed Hamsik.

Il primo, però, mi sembra un giocatore oggi insostituibile. Sulla scorta di quanto fatto vedere negli ultimi anni ad Udine, dove si impose come il miglior recupera-palloni del campionato, il brasiliano mi sembra irrinunciabile, in una logica di equilibrio del club napoletano.

Un po’ allo stesso modo, pur con motivazioni diverse, difficile scalzare Marek Hamsik, che dopo un periodo un po’ appannato pare sia tornato su buoni livelli grazie alla “cura” dell’ex tecnico empolese.

Va però detto che il Napoli è una squadra competitiva e che sarebbe bello provasse a competere su tutti i fronti, sia in Italia che in Europa.

Per fare ciò ha ovviamente bisogno di alternative di livello. Ed in questo senso Héctor Herrera, che in Portogallo ha iniziato la stagione trovando un po’ meno spazio del passato, potrebbe essere una buonissima presa…


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