Siviglia – Liverpool: plastificazione del dominio spagnolo

Siviglia – Liverpool: plastificazione del dominio spagnolo

Il dominio spagnolo sul calcio europeo credo sia ormai evidente a tutti. Con la vittoria della prossima Champions League di una tra Real ed Atletico Madrid saranno infatti sei i trofei europei vinti consecutivamente da club spagnoli: ovvero sia tutte le Champions e le Europa League degli ultimi tre anni.Dominio spagnolo

Un dominio spagnolo che si è concretizzato e reso evidente anche nel match tra Siviglia e Liverpool, con i Rojiblancos capaci di ribaltare l’iniziale svantaggio – firmato da un bellissimo goal di Sturridge – grazie ad un secondo tempo spaziale.

https://twitter.com/sciabolatablog/status/733015413286699008

Proprio di questa partita SICS, azienda italiana di software e servizi per lo sport, ha reso disponibili pubblicamente una serie di dati (che potete trovare qui) che ben plastificano il merito del Siviglia – al di là dei due rigori negati ai Reds, che avrebbero potuto chiudere la gara prima dell’intervallo – nella vittoria della Coppa. Un Siviglia che ben incarna, assieme alle big del paese, questo dominio spagnolo sul calcio europeo.

Iniziamo dall’indice di pericolosità, ovvero la misurazione della capacità dimostrata da ciascuna squadra di creare situazioni potenzialmente pericolose per l’avversario. Un indice sviluppato proprio da SICS, che tiene in considerazione elementi come le occasioni da goal, le azioni promettenti, i tiri, i corner, i cross e i passaggi chiave, contribuendo a dare una valutazione quanto più oggettiva al lavoro in attacco di una squadra, fornendo così un’indicazione più completa ed attendibile della prestazione di una squadra rispetto al semplice tabellino (laddove una squadra può aver vinto 1 a 0 grazie ad un rigore inesistente fischiato sull’unica azione della partita).Dominio Spagnolo - indice di pericolosità Siviglia-Liverpool

Indice di pericolosità che come recita questa grafica vede il Siviglia aver prodotto un terzo in più di azioni pericolose rispetto agli inglesi. Dato che spiega quindi come il 3 a 1 finale non sia solo frutto del caso, ma sia stato raggiunto dal Siviglia grazie ad una maggior capacità ed efficacia offensiva.

A sua volta, poi, l’indice di pericolosità ha una sua progressione. Che ci mostra come, tutto sommato, la gara sia stata giocata meglio (o comunque con più incisività offensiva) dai Reds nel corso della prima frazione, venendo poi riequilibrata e ribaltata dai Rojiblancos nella ripresa. Non solo a livello di punteggio, ma proprio di capacità di creare azioni o situazioni pericolose.Dominio Spagnolo - Progressione pericolosità

Fase offensiva che ha visto il Siviglia prevalere, lungo l’arco dei novanta e più minuti, in diverse voci, come quella dei dribbling (che non ti fanno vincere le partite di per sé, ma che ovviamente spesso risultano prodromici alla concretizzazione di un’azione pericolosa, creando superiorità numerica) o dei passaggi chiave.

Non, però, del possesso della sfera. Segno, ancora una volta, di come un possesso piuttosto sterile come quello messo in mostra dal Liverpool (che comunque non differisce di moltissimo, per quantità, dal possesso del Siviglia) risulta spesso essere determinante, ma in negativo, per una squadra.Dominio spagnolo - statistiche offensive

Insomma: tenere tanto palla non serve a nulla, se di questa palla non sai che fartene.

Ma in cosa il Siviglia plastifica il dominio spagnolo anche nella finale giocata contro il Liverpool?

Dominio spagnolo - dribblingOltre che nel già citato indice di pericolosità, con i club spagnoli che hanno tendenzialmente sempre un gioco arioso e capace di produrre una gran mole offensiva di lavoro, in alcuni dati chiave, come i già citati dribbling.
Una voce che vede il buon Vitolo primeggiare nel match, con ben 7 dribbling tentati e riusciti. Poco meglio del – pare – futuro interista Banega, che ne concretizza 6 su sei. Terzo posto per Mariano Ferreira.

Insomma, una differenza assoluta rispetto al gioco del Liverpool, che richiama un po’ quel modo di fare calcio tutto iberico (basti pensare che in Champions League la squadra con più dribbling medi riusciti è il Porto), in cui la possibilità di creare superiorità numerica tramite questa componente di tecnica applicata alla scelta di gioco è fondamentale (componente che in Italia sta invece andando un po’ perdendosi nelle nostre scuole calcio, se è vero che nell’ultima Serie A – ed era così anche l’anno scorso – nella top ten dei dribblomani c’è un solo giocatore formato in Italia, Bonaventura, che per altro si piazza al decimo posto).

Dominio Spagnolo - dribbling in Serie A
Fonte: WhoScored.com

Altro dato importante sono sicuramente i passaggi chiave, ovvero una trasmissione di palla che porti un contributo significativo allo sviluppo dell’azione (ad esempio una verticalizzazione che smarca un compagno oltre una linea avversaria, oppure un cambio campo che metta un compagno nelle condizioni spazio-temporali adatte a produrre una giocata pericolosa).

In questo senso vero che il migliore del match, statisticamente parlando, è stato Coutinho (giocatore mai troppo rimpianto sulla sponda nerazzurra di Milano, a mio avviso). Altrettanto certo però che come visto dalle statistiche di gioco globali i passaggi chiave dei Rojiblancos sono stati più di quelli dei Reds, permettendo quindi al Siviglia di mostrare, soprattutto nella ripresa, quell’efficacia di gioco che nel corso degli ultimi anni sta portando l’Europa del calcio a subire così pesantemente il dominio spagnolo.

Molto interessante, a mio avviso, anche andare a vedere i dati riguardanti i palloni persi.

Qui si apre però un discorso che va spiegato. Perché in un certo senso avere un alto numero di palloni persi può essere un indice positivo. Significa infatti che i giocatori e la squadra sono disposti a prendersi responsabilità, correre dei rischi. Quantomeno se un dato alto di palle perse si accompagna ad un indice di pericolosità altrettanto importante (chiaro che, altrimenti, significherebbe solo essere stati molto imprecisi).

Così ecco che proprio il giocatore che più ci ha messo del suo coi dribbling, Vitolo, vince – assieme a Firmino ed N’Zonzi – la di per sé poco edificante classifica delle palle perse.Dominio spagnolo - palle perse e duelli vinti

Nel contempo però, ed è qui che si capisce bene come non sia un dato negativo in assoluto il suo, l’esterno sevillista è anche il giocatore con più duelli vinti (situazione di uno contro uno con contrasto aereo o a terra, con il giocatore che vince il duello quando guadagna o mantiene il possesso) in totale, sintomo di come si sia preso delle grandi responsabilità, abbia provato a creare situazioni pericolose dovendo così gioco-forza sbagliare qualcosa in più rispetto agli altri.

Venendo invece alla fase difensiva, ancora una volta si rendono evidenti alcune cose che a mio avviso hanno molto di spagnolo, per quanto in questo senso la differenza sia minima rispetto a quanto riesce a fare il Liverpool.Dominio spagnolo - fase difensiva

Più nello specifico parliamo quindi della capacità di recupero palla del Siviglia, che crea il – pur piccolo – gap con gli avversari sul numero di palle recuperate nella metà campo avversaria. Un concetto molto caro in Spagna, soprattutto in alcune squadre come il Barcellona, e che ha sicuramente aiutato il calcio di quelle latitudini a costruire i risultati che hanno portato ad un decennio di dominio spagnolo sia nei club che a livello di nazionali.

Un dato, quello delle palle recuperate dai Rojiblancos, che a mio avviso va rapportato al numero dei falli (19 il Liverpool, meno della metà – 9 – il Siviglia).Dominio spagnolo - falli e recuperi

Un raffronto, questo, che spiega bene come il Siviglia sia molto efficace – in puro spirito di dominio spagnolo – anche nella fase di non possesso, al contrario di un Liverpool un po’ in affanno che riesce sì ad avere una certa efficacia, ma che nel contempo finisce spesso con l’eccedere nella foga e regalare punizioni agli avversari.

Un aspetto, anche questo, che rende un quadro abbastanza chiaro delle due squadre che si sono fronteggiate in finale di Europa League, e richiama appunto quei tratti tipici del calcio iberico che sta dettando legge in Europa: da una parte una squadra con buone individualità su cui si affida quasi in toto e troppa irruenza, dall’altra una sorta di macchina perfetta, un violino accordato a dovere che funziona a meraviglia sia con la palla in possesso che nel momento in cui deve difendere e provare a recuperarla.

Aspetto sottolineato anche dal baricentro degli interventi fallosi, che come mostra quest’altra graficaDominio spagnolo - baricentro falli

vede un Siviglia aver commesso fallo mediamente sulla trequarti avversaria. Aspetto che indica tanto una ricerca spesso alta della riconquista di palla, con possibilità di spendere dei falli non essendo zona pericolosa per la propria retroguardia, che un’intelligenza relativa alla riconquista bassa. Nessun fallo sotto la propria trequarti (laddove il baricentro medio delle palle recuperate è comunque sui propri 34 metri, come visto in precedenza), che significa limitare ai corner le possibilità di farsi colpire su palla inattiva.

Grazie alla mole ed alla qualità di dati raccolti e resi disponibili da SICS (che, ricordo, potete trovare qui) si potrebbero fare molte altre analisi, ma non vorrei eccedere anche in questo pezzo come già fatto qualche giorno fa con l’analisi della stagione del Leicester!

Mi fermo quindi qua, chiedendomi per quanto ancora durerà il dominio spagnolo…


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