Vilhena al Milan: sì o no?

Vilhena al Milan: sì o no?

Radiomercato parla dell’arrivo di Tonny Vilhena al Milan, trattativa che pare ormai fatta sulla base di zero euro scuciti per il cartellino, posto che il ragazzo ha il contratto in scadenza a giugno.
Una trattativa portata avanti da Adriano Galliani e da chi cura gli interessi del ragazzo, quel Mino Raiola da anni piuttosto vicino alla dirigenza rossonera (doverosa precisazione: la procura di Tonny l’hanno i belgi dell’Sbsfoot; plausibilmente il procuratore italiano dovrebbe avere il mandato a trattare con le società italiane).Tonny Vilhena al Milan

Ma chi è Tonny e che valutazione si può dare dell’ormai pare certo arrivo di Vilhena al Milan?

Partiamo da un presupposto doveroso, che dovrebbe essere implicito ma che preferisco esplicitare: lo scouting non è una scienza esatta, e di oggettivo qualcosa ha, ma non certo tutto. Non mi interessa quindi sindacare la scelta di chi ha deciso di puntare sul ragazzo, provando quindi a portare Vilhena al Milan, quanto portare la mia valutazione personale su di lui e sul suo possibile inserimento in rossonero.

TONNY EMILIO TRINDADE DE VILHENA

Nato a Maasluis (cittadina che diede i natali anche a Khalid Boulahrouz) il 3 gennaio del 1995, Tonny Vilhena è un calciatore olandese di origine angolana (per parte di padre) che mosse i primi passi calcistici nel piccolo club della sua città, da cui a soli otto anni passò al Feyenoord.

Qui crebbe e si sviluppò mettendosi sin da precocissima età in evidenza come uno dei talenti più fulgidi del sempre floridissimo vivaio giovanile olandese, tanto che tra il 2011 (sottoetà) ed il 2012 partecipò e vinse ben due Europei under 17, raccogliendo poi qualche presenza con la rappresentativa under 19.

Il 5 febbraio 2013, quindi a 18 anni appena compiuti, il salto in under 21, con la quale raggiunge il terzo posto alla rassegna continentale del 2013 (dove scenderà comunque in campo una sola volta, essendo quindi attore non protagonista di quel bronzo europeo).

Nel frattempo, proprio nel marzo di quell’anno, Louis van Gaal lo convoca in nazionale maggiore, preconvocandolo poi per il Mondiale brasiliano. Il tutto senza comunque dargli mai la possibilità di esordire.

A livello di club poco da dire. La sua carriera è stata sinora tutta legata al club che lo ha cresciuto e da cui ha deciso si separerà il prossimo luglio.
Col Feyenoord esordì in prima squadra il 22 gennaio 2012, a 17 anni compiuti da un paio di settimane, per raccogliere una manciata di presenze da lì al termine di quella stagione.

Poi due annate da assoluto protagonista lo lanciarono nel gotha del calcio olandese, dando l’impressione di essere davanti ad un futuro titolare della nazionale Oranje. Attesa almeno parzialmente smentita nel corso della scorsa stagione, quando Tonny, pare più per motivazioni extracalcistiche (tra cui il contratto in scadenza da lì a due anni, che pare avesse minato i rapporti con la dirigenza a fronte della sua volontà di non rinnovare), ebbe un rendimento molto al di sotto di quanto preventivato.Carriera Tonny Vilhena

Nel corso di questa stagione, invece, il suo rendimento è tornato su livelli più accettabili, con 26 presenze (di cui 18 da titolare) e 5 reti in Eredivisie, 6 presenze (5) e 1 goal in KNVB Beker e 7 presenze (6) in Europa League (totale: 39 presenze di cui 29 da titolare condite da 6 goal) nel momento in cui scrivo.Tonny Vilhena - statistiche 2015/2016

CARATTERISTICHE FISICO-ATLETICHE e COORDINATIVE

Tonny Vilhena è un brevitipo di medio-bassa statura (le misurazioni che si possono trovare su internet lo indicano tra i 173 ed i 175 centimetri di altezza) di costituzione medio-esile, mesoectomorfo.

In possesso di cosce piuttosto trofiche, dà il meglio di sé su distanze medio-corte, in virtù del passo breve abbinato ad un’alta frequenza di appoggi, pur difendendosi anche in allungo.

A risaltare in particolar modo, tra i suoi parametri condizionali, è sicuramente la rapidità spiccata: nel breve riesce infatti a dare il meglio di sé, abbinando all’innata sveltezza di passo una grande capacità di accoppiamento e combinazione ed una certa destrezza fine, qualità coordinative che gli permettono di essere efficace palla al piede anche in spazi angusti.

Coordinativamente parlando si tratta di un giocatore piuttosto completo, dotato anche di buonissime qualità di ritmizzazione (come già detto parlando del suo passo), reazione e differenziazione dinamica, nel dosare la potenza del proprio gesto tecnico (tiri, cross, ecc).

CARATTERISTICHE TATTICHE

Tatticamente parlando Tonny Vilhena ben incarna lo spirito della scuola olandese, sapendo giostrare in più ruoli.

Prevalentemente si tratta di un giocatore che può agire come interno sinistro o sull’ala, sempre sullo stesso out.

Cresciuto in un contesto in cui il 4-3-3 è da anni il modulo imperante, si è quindi adattato a giocare prevalentemente come cursore mancino, pur potendo eventualmente adattarsi come trequartista in un contesto tattico che preveda l’utilizzo di un giocatore in quel ruolo.

Più difficile, invece, adattarlo a centrocampista centrale puro. Dalle qualità spiccatamente offensive, il rischio è quello di vederlo dare poca copertura in fase di non possesso, in una zona assolutamente nevralgica del campo: quella di schermo davanti ai due centrali difensivi.

https://www.youtube.com/watch?v=s6RdjpGi0cY

Detto del suo ruolo posizionale, passiamo alle sue qualità tattiche.

In primis quelle di smarcamento, rispetto cui è forte soprattutto lanciandosi in profondità o proponendosi in appoggio al portatore.
Bene però anche quelle di inserimento, forti di quelle qualità atletiche (rapidità) e coordinative (combinazione + destrezza) descritte poc’anzi.

Altresì abile nel dribbling – considerato tattica in quanto prevede una scelta di gioco alla base, ma che può tranquillamente essere ripetuto anche tra le qualità tecniche – ha una variegata scelta per quanto riguarda i movimenti (in profondità, in ampiezza e tra le linee) mentre sembra meno incline ad un gioco di contro-movimenti.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dotato di buonissima qualità di calcio, che ne fanno anche un abile battitore di punizioni dirette (e non), è dotato di un tiro potente e discretamente preciso che non disdegna portare anche dalla medio-lunga distanza.

Mancino naturale, è altresì dotato di un buon destro, che sa usare più che sufficientemente quando le situazioni di gioco lo richiedono. Dominio e guida della palla fanno parte del suo repertorio tecnico.

Per quanto concerne i passaggi, ha fondamentalmente due punti di forza: il gioco diagonale e quello filtrante.

Col primo si produce nelle classiche giocate uno-due coi compagni alla ricerca della possibilità di saltare uno o più uomini senza dover ricorrere al dribbling ed all’inserimento palla al piede.
Col secondo, anche alto con il classico “scavetto”, mette invece in mostra le proprie interessantissime doti di rifinitura, che sa sfoggiare sia da mezz’ala che da esterno offensivo e che lo rendono potenzialmente un perlomeno discreto trequaritsta (pur abbastanza atipico rispetto all’immagine classica che si ha del ruolo). Passaggio filtrante che sa sfoggiare tanto dalla trequarti in avanti quanto, in taluni casi, anche dalla mediana, portando un attacco alla linea che vada a sollecitare in particolar modo la smarcatura profonda degli esterni.Tonny Vilhena

Per quanto riguarda la profilazione tecnica di Tonny Vilhena, giusto far notare come nonostante l’altezza ridotta per il fondamentale, non lo si può definire un cattivo colpitore di testa. Qualche goal è infatti riuscito a realizzarlo così, mettendo in mostra una certa qual capacità nella scelta di tempo.
Certo non un novello Paul Scholes, ma per uno che arriva a sfiorare il metro e settantacinque resta comunque una qualità da mettere in evidenza.

GIUDIZIO FINALE

Nonostante dopo l’annata della scorsa stagione sia un po’ uscito dal novero dei grandi giovani talenti al centro del palcoscenico, Tonny Vilhena resta un giocatore dalle buonissime qualità e soprattutto dalle ottime prospettive.

Come avete potuto capire leggendo la relazione qui sopra riportata si tratta di un giocatore spiccatamente offensivo dalle notevoli doti tecniche e coordinative, che se inserite in un giusto contesto tattico in grado di sfruttarne le qualità potrebbe sicuramente confermarsi e proseguire il proprio percorso di crescita anche in contesti più competitivi rispetto all’Eredivisie.

Fondamentale sarà quindi – come ovviamente per il 99% dei calciatori, se non il 100 – il contesto in cui si troverà a giocare. Sia tattico, così da permettergli di sviluppare al meglio le proprie qualità, sia ambientali, avendo già avuto qualche problemino che gli ha causato degli intoppi in quel di Rotterdam.

In linea generale è comunque un giocatore davvero molto interessante. Un talento su cui la gran parte delle squadre europee farebbero bene a puntare.
Ecco, in fondo non tutto il male vien per nuocere: se si fosse confermato l’anno scorso sarebbero piombate su di lui le classiche big che poi gli avrebbero con ogni probabilità dato poco spazio, rischiando di fargli perdere alcune stagioni. Oggi invece è difficile pensare che possa interessare un club di primissimo livello.Tonny Vilhena

Negli altri, invece, potrebbe tranquillamente aspirare ad un ruolo da titolare.

VILHENA AL MILAN: SI’ O NO?

Partiamo dal principio: a parametro zero, sulla carta, è un ottimo acquisto. Anche per il Milan.

Da verificare, però, i costi accessori dell’operazione che porterebbe Tonny Vilhena al Milan. E’ infatti arcinoto come, al giorno d’oggi, gli emolumenti versati ad agenti ed intermediari siano sempre parti sostanziose all’interno di una trattativa, più che mai quando si tratta di parametri zero.
Questione, questa, che influenza anche lo stipendio netto da versare al calciatore. Che, diventando di fatto proprietario del proprio cartellino, ha sempre una forza contrattuale enorme, molto maggiore rispetto a quando è legato da un contratto pluriennale ad un’altra società.

La questione costi non possiamo però sviscerarla in questo contesto, non avendo idea di quelle che possano essere le cifre.

Da un punto di vista puramente tecnico-tattico, quindi, trovo Vilhena al Milan un’operazione molto interessante, perché impreziosisce la rosa dei Rossoneri di un giocatore di sicuro talento.

Piuttosto sarà interessante capire dove si troverebbe a giocare.

4-3-1-2

In questo modulo, quello su cui il Milan sembra aver virato ultimamente, Vilhena giocherebbe come mezz’ala sinistra.
Da capire però chi lo affiancherebbe: la fase difensiva non è certo il suo forte, per quanto ci si applichi. Importante quindi capire chi giocherebbe come centrocampista centrale – se un costruttore puro o un giocatore con importanti doti di rottura – e chi sarebbe il terzino sinistro.Tonny Vilhena

Eventualmente in questo tipo di modulo Vilhena al Milan potrebbe anche provare a giocare trequartista, per quanto atipico.

4-3-3

Mezz’ala o esterno offensivo, a seconda delle necessità. In un campionato come quello italiano, però, lo vedrei più come esterno ficcante, con capacità di creare superiorità numerica palla al piede e con quel piglio comunque importante nel provare ad aiutare il centrocampo in fase di non possesso.

Con Bonaventura esterno alto, comunque, potrebbe essere provato – in maniera probabilmente più efficace anche rispetto al 4-3-1-2 – anche come mezz’ala: Jack è un giocatore tatticamente molto diligente, saprebbe sicuramente aiutarlo in fase di non possesso, oltre che dialogare bene con lui in quella di possesso.

4-4-2

Interno in un centrocampo a due, soprattutto in Italia, farei abbastanza fatica a vederlo. Anche se lavorandoci sopra tatticamente un tentativo di adattarlo, eventualmente, lo si potrebbe fare.

Ecco quindi che in questo tipo di modulo credo che si troverebbe a giocare come esterno di centrocampo, con licenza di offendere.
Sapendo come detto giocare sia in ampiezza che tra le linee, Vilhena al Milan in un 4-4-2 potrebbe anche rappresentare quella variabile – in stile Nedved nella Juventus di Capello, pur con caratteristiche ovviamente differenti – capace anche di tagliare verso il centro per proporsi in zona di trequarti, alle spalle delle punte.

Bertolacci?

Ultimo aspetto da considerare, la coesistenza con Bertolacci.Andrea Bertolacci

Di fatto nei moduli proposti (potrei elencarli tutti ovviamente, proponendo delle soluzioni per ognuno di essi, ma mi sembra più logico limitarmi ai moduli che più probabilmente potrebbero essere usati dai Rossoneri) Vilhena al Milan entrerebbe quasi sempre in competizione con l’ex genoano, uno degli investimenti più importanti della scorsa sessione estiva di calciomercato.

Posto che il giocatore cresciuto nella Roma non credo possa adattarsi a fare il centrale, il rischio è quello di vederlo sempre più relegato in panchina: del resto il secondo altro giocatore con cui potrebbe giocarsi un posto (Bonaventura) sembra essere uno degli intoccabili della squadra di Milano.

VILHENA AL MILAN: L’OPINIONE DI GIORGIO CRICO

Della possibilità di vedere Tonny Vilhena al Milan, come possibile primo colpo di mercato della sessione estiva rossonera, ne ho parlato con Giorgio Crico, grande amante e conoscitore del calcio Oranje.

Questa la sua idea del ragazzo e la sua opinione in merito all’eventuale arrivo di Vilhena al Milan:

Teoricamente il Milan sarebbe già coperto nei ruoli in cui Vilhena rende al meglio perché l’olandese spesso è stato schierato come mezz’ala sinistra o come attaccante esterno sempre su quella stessa corsia e, sulla carta, sarebbe in competizione diretta con Bonaventura e Bertolacci, due giocatori che – sempre a livello teorico – dovrebbero essere i maggiori indiziati per ricoprire quei ruoli il prossimo anno, uno per meriti acquisiti sul campo e l’altro per importanza dell’investimento fatto quasi un anno fa. La realtà ci dice che il calcio è più fluido di così e Vilhena è un giocatore che comunque proviene dalla scuola olandese, dunque è in grado di giocare in diverse altre posizioni senza però calare troppo nel rendimento.

In senso assoluto non si può considerare una cattiva presa, da nessun punto di vista, e le sue qualità in zona gol non le ha nessuno tra i centrocampisti attualmente in forza ai rossoneri. Non è un giocatore particolarmente incline al possesso in senso stretto ma è in grado di sentirsi a suo agio tanto in un sistema di ripartenze (forse più congeniale alle sue caratteristiche) quanto in uno che preveda la disponibilità prolungata del pallone.

La sua dote migliore è la capacità di leggere le situazioni e sfruttare gli spazi quando la palla è in possesso della sua squadra ma non sua (tipo Parolo, per fare un paragone). Attaccare gli spazi senza palla è il suo pane quotidiano, in pratica. È un combattente, uno che non molla mai, che unisce a un gran sinistro (è in possesso di un tiro ottimo, sia dalla media sia dalla lunga – e talvolta lunghissima – distanza) una tempra da mastino che non sta mai male. Come sempre in questi casi, però, se lo prendi poi lo devi far giocare.


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