Azzurrini all’Europeo under 19 2016: impresa con tracollo finale

Azzurrini all’Europeo under 19 2016: impresa con tracollo finale

Europeo under 19 2016Qualcuno, subito dopo il 4 a 0 finale contro la Francia, ha subito lanciato i propri strali parlando dei mali del calcio italiano. La realtà dei fatti è che però quella compiuta dagli Azzurrini all’Europeo under 19 2016 è un’impresa.

Quanti, del resto, avrebbero scommesso su una medaglia d’argento, prima che i nostri ragazzi partissero per la Germania?

Inseriti in un girone di ferro che comprendeva i sempre temibili padroni di casa, il fortissimo Portogallo ed una squadra in crescita come l’Austria, era già molto complicato pensare di poter passare il turno.

Invece Vanoli ed i suoi ragazzi hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, battendo la Germania all’esordio per poi pareggiare i due match successivi, passando come seconda forza del torneo ed ottenendo così il pass per i Mondiali under 20 che si disputeranno in Corea del Sud il prossimo anno.

Un risultato notevole già di per sé, se pensiamo allo stato di salute – soprattutto recente – del calcio giovanile italiano.

Un risultato ulteriormente migliorato con la bella vittoria ai danni dell’Inghilterra, campionessa d’Europa due anni fa a livello under 17 proprio con la classe dei 1997.

Inglesi che partivano sicuramente tra i favoriti, per non dire favoriti in assoluto. Due magie di Dimarco, terzino dal calcio raffinatissimo, ci hanno però schiuso le porte della finale.

Qui purtroppo il meccanismo si è inceppato. La squadra è partita da subito provando a giocare il pallone, ma al primo contropiede – quinto minuto – Augustin ha seminato di potenza Romagna e Coppolaro, saltato Meret e depositato in rete.

Una mazzata morale che ha rovinato una partita in cui i nostri ragazzi, pur inferiori soprattutto sotto il profilo atletico (ma direi nel complesso anche tecnico), avrebbero potuto provare a giocarsela.

Il 4 a 0 finale è un risultato a mio avviso anche oltremodo penalizzante, soprattutto se pensiamo che il terzo goal è stato fortunoso (deviazione di Romagna al limite a spiazzare Meret) e che il quarto è arrivato quando ormai i nostri ragazzi si erano abbandonati al fiume del fato, che li ha voluti punire infliggendogli una punizione esagerata.

Partiamo quindi da un bilancio complessivo, limitandoci ai risultati: in questo senso l’Italia, che come detto non partiva come seconda forza della competizione, ha fatto molto bene.

Due vittorie e due pareggi prima del crollo in finale, con 5 goal fatti e 3 subiti (di cui uno un anche qui sfortunato autogoal di Picchi, che si vede carambolare addosso una palla che finisce poi in porta), che diventeranno poi 7 al termine dell’ultimo atto.

Battute quindi due super potenze del calcio giovanile europeo come Inghilterra – che per talento era probabilmente davvero la squadra più dotata dell’Europeo – e Germania (che aveva per altro il sostegno del pubblico di casa).

Purtroppo non è però tutto oro ciò che luccica.

Top XI Germania 2016

E se personalmente ho trovato gretto e finanche sciocco lanciare strali al termine di una partita persa male, complice un po’ di inesperienza ed un po’ di sfortuna, resta vero che alcune cose potevano forse essere fatte meglio, e per altre cose è tutto il nostro movimento calcistico che deve darsi una svegliata.

Partiamo dalla guida tecnica.

Vanoli ha fatto il suo, consegnandoci un argento insperato. Però qualcosina di diverso si poteva comunque provare a fare.

In primis continuo a non capire perché, esclusa l’under 21 dell’ultimo biennio, le nostre nazionali giovanili debbano sempre giocare col 4-4-2.

Non ho nulla contro questo modulo di per sé, però mi sembra un appiattimento davvero eccessivo, soprattutto per un paese che ha una ricchezza tattico-culturale come il nostro.

Entrando nello specifico delle scelte compiute in chiave Azzurrini all’Europeo under 19 2016, Vanoli ha convocato Simone Minelli della Fiorentina, guizzante ala sinistra di 166 centimetri capace di adattarsi anche sull’out opposto.

In un 4-4-2, ovviamente, l’ala offensiva non trova collocamento, dovendo riadattarsi o ad esterno di centrocampo o a seconda punta.

Come potrete intuire, pur non conoscendolo, dalle fattezze fisiche qui sopra riportate, Minelli non ha il fisico adatto a sgroppare avanti e indietro sulla fascia per recuperare palloni, così come non ha la velocità in allungo ideale per un giocatore che debba partire da lontano.

Nel contempo, non è nemmeno una seconda punta, ruolo che infatti ha ricoperto – a mio avviso – non con poche difficoltà.

Nel contempo il 4-4-2 ha costretto Locatelli a fare l’interno di centrocampo con Barella, panchinando lo juventino Cassata. Ovvero uno dei migliori giocatori dell’ultimo Campionato Primavera.

In questo senso non sarebbe stato male provare una soluzione differente e calcisticamente più creativa.

Anziché rifugiarsi nel solito 4-4-2, non sarebbe stato male – questo, attenzione, lo penso a prescindere dal risultato finale che è stato comunque ottimo, e che non sarebbe cambiato in meglio nemmeno se in finale ci fossimo presentati diversamente! – provare a giocare col 4-3-3, proprio per poter mettere Locatelli davanti alla difesa con una zona di campo minore da coprire e quindi un po’ di fiato in più per reimpostare la manovra. Ai suoi lati gli ottimi Barella e Cassata, con Minelli ala a sinistra, Favilli centravanti ed uno tra i vari Ghiglione, Picchi, Cutrone (che nel Milan quest’anno ha giocato spesso anche allargandosi) o Panico sulla destra.

Azzurrini all'Europeo under 19 2016

Capisco anche che il 4-4-2 dia un certo tipo di garanzie, perché è il modulo che probabilmente in fase di non possesso ti permette di coprire meglio il campo.

Però se è vero che i nostri ragazzi vengono allevati a pane e tattica fin da piccolissimi, probabilmente anche troppo piccoli, cerchiamo di sfruttare questo fattore andando a modellare schemi che siano anche diversi dal solito 4-4-2!

Per terminare la discussione che riguarda Vanoli – che ora passerà nello staff di Ventura in Nazionale Maggiore e cui vanno i miei complimenti per quanto fatto alla guida degli Azzurrini all’Europeo under 19 2016 ed il mio in bocca al lupo per questo nuovo incarico – un breve accenno sulla scelta degli uomini: le convocazioni sono sempre ovviamente soggettive. Non ho ben capito però perché non chiamare il romanista Marchizza in luogo di Coppolaro.
Pur essendo più giovane il giallorosso ha già infatti incamerato notevole esperienza internazionale grazie alla Youth League. Ma pare che le nostre giovanili – l’anno scorso non partecipò all’Europeo under 17 coi suoi 98 – per ora lo stiano abbastanza snobbando.

Ovviamente potrebbero essere diversi gli appunti fattibili sulle convocazioni. Che sono però un argomento troppo soggettivo per dilungarcisi.

Per quanto concerne il nostro movimento calcistico, invece, ci si potrebbe scrivere un libro.

I mali sono tanti e andrebbero analizzati e sviscerati uno ad uno, per cercare possibili soluzioni.

Questo, però, non tanto su un blog calcistico come tanti, quanto a livello federale (e di Lega, perché anche i club DEVONO avere a cuore il futuro del nostro sistema calcio, che significa anche floridità per loro stessi).

In questo senso uno dei gap usciti chiaramente nel corso della finale è stato quello dell’esperienza. Sei le presenze in massima serie degli Azzurrini all’Europeo under 19 2016, ottantuno quelle dei francesi.
Una differenza schiacciante.

Azzurrini all’Europeo under 19 2016

Questo viaggio nell’impresa Azzurra in Germania lo termino quindi con un paio di righe dedicate a tutti e 18 gli Azzurrini all’Europeo under 19 2016…

Alex Meret
Come già ampiamente detto – oltre che predetto prima dell’inizio del torneo – il portiere friulano risulta essere il migliore della competizione.
Poco da dire su di lui, che ha un talento evidente e qualche ovvio limite ancora da limare.
Purtroppo l’anno prossimo – con tutto il rispetto per i ferraresi – giocherà alla Spal. Bernardoni, il portiere dell’under 19 francese, ha già 21 presenze in Ligue 1. E lui, assicuro, è già quantomeno al livello di diversi portieri che ho visto giocare nella nostra massima serie negli ultimi anni.

Andrea Zaccagno
Unico giocatore mai utilizzato da mister Vanoli. Anche lui un portiere molto interessante.

Davide Vitturini
Riserva della mia Top XI della competizione, il terzino pescarese si conferma giocatore su cui qualche club di medio alto livello italiano dovrebbe provare a puntare.
Alterna discretamente le due fasi ed ha grande concentrazione. Non diventerà mai un fenomeno alla Cafu, ma di certo ha delle basi solide su cui costruirsi un futuro da giocatore di Serie A.

Federico Dimarco
Uno dei giocatori più interessanti dell’intera competizione, titolare inamovibile della mia TopXI.
Mancino davvero sontuoso, disegna cross prelibati (una vera rarità in Italia) e batte i calci piazzati con grande efficacia.
Temo che l’anno prossimo ad Empoli sia chiuso da un altro terzino sinistro molto bravo sui cross, Pasqual. Con tutto il rispetto per l’ex Viola (che a me è sempre piaciuto), darei fiducia a questo ragazzino terribile.

Dimarco

Filippo Romagna
Capitano e leader della difesa, si prende anche lui un posto in TopXI nonostante una finale giocata non all’altezza del resto del torneo. In cui Romagna è praticamente perfetto.
Prospettive interessanti, ha anche lui i numeri per costruirsi una carriera da Serie A.

Mauro Coppolaro
Scudiero di Romagna, gioca con grande grinta ed aggressività in marcatura, anche se ad oggi sembra essere almeno un gradino sotto al compagno di reparto.
In finale, purtroppo, si prende anche lui la bambola dai francesi…

Giuseppe Pezzella
Scende in campo quattro volte ma sempre da subentrante. Non ha moltissimo tempo per mettersi in mostra, ma ha ancora tutta una carriera davanti per provare a farlo.

Paolo Ghiglione
Esterno destro affidabile, che macina chilometri su chilometri e che quando ha spazio non disdegna la sgroppata in profondità alla ricerca del fondo. Giocatore dinamico ed utile in entrambe le fasi, ottimo interprete per il 4-4-2 di Vanoli.

Alberto Picchi
Nipote del grande Armando, libero della Grande Inter, è il contraltare sulla mancina di Ghiglione, rispetto cui appare un po’ più dotato dal punto di vista puramente tecnico ma anche un po’ meno atletico.

Nicolò Barella
Un Europeo da protagonista, salvo poi sparire nel finale (finisce comunque tra le riserve della TopXI).
Non ha un grande fisico, unica vera pecca del suo potenziale. Altrimenti, sarebbe un giocatore con una carriera da A assicurata, per qualità tecniche interessanti e soprattutto una vivacità e voracità, un dinamismo ed una forza di volontà assolute.

Nicolò Barella

Manuel Locatelli
Anche in questo caso, un solo dubbio: l’atletismo. Per il resto, un principino che gioca in punta di fioretto, con una qualità tecnica di alto livello cui sta aggiungendo tanta sana intelligenza tattica. Potenzialmente un giocatore – al pari di Dimarco e Meret – anche da Nazionale Maggiore. Ammesso e non concesso che anche atleticamente riesca a fare almeno quel passo in più, posto che ovviamente dominante non lo sarà mai.

Francesco Cassata
Uno dei migliori giocatori dell’ultimo Primavera, come detto, è la riserva di centrocampo che gioca di più, e lo fa discretamente. Non ha però lo spazio sufficiente per incidere. Sicuramente giocatore che può già oggi fare molto bene in Serie B, con possibilità di arrivare poi in massima serie.

Simone Edera e Simone Pontisso
Giocano troppo poco per poter essere giudicati o per poter dire qualcosa di concreto su di loro.

Simone Favilli
Ha la fisicità giusta per arrivare ad un certo livello. Voglio dire, la mia idea è che se Pellè dopo tanto peregrinare è riuscito a raggiungere un buon livello di gioco (dopo anni in cui non segnava nemmeno a porta vuota, come si dice), questo possa accadere anche a lui.

Giuseppe Panico
Una delle poche note stonate di questo Europeo. Ha probabilmente più talento di tutti gli altri (che non siano i tre con possibilità di arrivare in Nazionale Maggiore che ho menzionato in precedenza), ma lo mette ben poco in mostra. Certo anche per limiti di squadra, oltre che per mancanze sue.

Simone Minelli
Come detto, sarebbe più un’ala da attacco a tre che non una seconda punta. Ed infatti fa parecchia fatica.

Patrick Cutrone
Vale un discorso simile a quello fatto per Locatelli. Ha delle qualità molto interessanti, ma un atletismo che rischia di limitarlo. Peccato, perché legge il calcio come ho visto fare a pochissimi, in giovane età.

Patrick Cutrone

Nel complesso, colpisce il fatto che i quattro attaccanti finiscano il torneo con zero goal all’attivo.

Tutta colpa loro? Non direi.

Cara Italia, non chiedo tu stravolga la tua cultura calcistica.

Il “primo non prenderle” puoi anche ergerlo a norma di vita. Però devi reimparare anche ad attaccare, foss’anche solo in contropiede. E fare male.


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