Consigli per gli acquisti – Ki Sung-Yeung: più fosforo a centrocampo

Consigli per gli acquisti – Ki Sung-Yeung: più fosforo a centrocampo

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Quattro anni fa, in occasione di Sudafrica 2010, partecipai al FantaMondiale organizzato dai ragazzi del forum di PlayItUSA, che al tempo frequentavo assiduamente.

Accoppiato nella gestione della squadra al buon Hispa, co-gestii con lui il draft che avrebbe dovuto formare la rosa con cui affrontare, inizialmente, il primo turno della competizione.

Così al fianco dei giocatori più forti e di nome (sinceramente, non saprei dire chi prendemmo) ecco alcune chicche, classiche in ogni mio FantaGioco (puntare solo gente affermata mi annoia e non mi diverte): l’algerino Boudebouz, lo slovacco Stoch, il coreano Ki.

E proprio di quest’ultimo voglio parlarvi oggi.

Nato a Gwangju il 24 gennaio dell’89, ha ormai raggiunto un certo livello di maturità calcistica. E così se all’epoca della rassegna iridata africana il nostro militava da poco al Celtic, oggi il ragazzo cresciuto nel John Paul College è reduce da una stagione in prestito al Sunderland, in cui ha disputato un totale di 34 match realizzando 4 reti ed aiutando il club nella rincorsa verso la tanto agognata salvezza (il tutto dopo che l’anno precedente aveva fatto lo stesso con la maglia dello Swansea, detentrice del cartellino).

La sua carriera è particolare. Svezzato, come detto, al John Paul College di Brisbane, Australia, all’età di sedici anni riceve due offerte da club professionistici: da una parte i Roars, squadra locale, hanno notato le sue qualità, e non vogliono farselo scappare. Dall’altra l’FC Seoul, squadra della capitale coreana, vuole riportare in patria un talento tanto scintillante. E lui, alla fine, opta per questa scelta.
Quattro anni ed ecco il passaggio in Scozia, ai Celtic. Che nel 2012 lo cederanno allo Swansea. Il resto è storia recente.

Il suo esordio a questo Mondiale (presenza numero 59 per lui con la maglia dei Taeguk Warriors) è stata notevole: le Tigri Asiatiche hanno fronteggiato egregiamente la Russia di Fabio Capello, una delle squadre attese al varco in questo Mondiale, rischiando di uscire dal campo con tre punti in saccoccia.

In tutto questo una – ennesima – ottima impressione l’ha destata proprio il regista tempratosi in quel di Glasgow. Partita ordinata e pulita la sua, che ha gestito in maniera sapiente, pur senza eccellere, il reparto nevralgico della propria squadra, che è così girata e gravitata tutta attorno a lui.

Tecnicamente ha poco da imparare: tocco felpato, buona visione di gioco, capacità di fraseggio nello stretto e di lancio lungo all’occorrenza.
Tatticamente è cresciuto nel corso degli anni, diventando un buon playmaker abile nel giocare come regista basso di centrocampo.
Fisicamente è ormai più che formato, con un fisico longilineo che oppone i suoi 187 centimetri di altezza ai 75 chilogrammi di peso.

Oggi, nonostante la sua ancor pur in qualche modo giovane età, è uno dei punti di forza della sua nazionale e pronto ad entrare appieno al centro di un progetto tecnico stimolante.

Al Sunderland lo volle Di Canio, che vedeva nella sua qualità tecnica una possibile chance di salto di qualità per i suoi Black Cats. Ora dovrebbe tornare allo Swansea, e chissà cosa ne sarà di lui.

Di certo, in Italia farebbe comodo a tanti. Forse anche a chi, come la Juventus, un regista già ce l’ha, ma deve iniziare a pensare quantomeno ad un suo backup. Pensare ad un sostituto di Pirlo per il futuro è dura, ma quantomeno un giocatore in grado di far rifiatare già oggi, alla bisogna, il fenomeno bresciano servirebbe.

Se non alla Juve, comunque, ecco che tante altre squadre potrebbero rivolgersi a lui. Magari non quel Napoli che poi lo dovrebbe far giocare in un centrocampo “a 2”, in cui potrebbe faticare un po’. Ma certamente sarebbe un colpo interessante per chi giocherà l’Europa League, che sia la Fiorentina (Montella ha avuto proprio nel regista, Pizarro, uno dei punti di forza del suo progetto) o il Torino (temo però manchino i soldi, nonostante Immobile). Per non dire dell’Inter, dove però potrebbe entrare in conflitto – tecnico – con Kovacic, talento da preservare e valorizzare.

Infine Ki potrebbe essere un acquisto adattissimo al Milan, che di qualità a centrocampo – dopo la scellerata gestione Allegri – ne ha proprio poca.

Inserito in un contesto in cui può trovarsi a giocare al fianco di corridori come Poli e Muntari o giocatori esperti come De Jong penso che il coreano d’Australia potrebbe contribuire ad innalzare il tasso tecnico della squadra.

Transfermarket parla di un valore di mercato tutto sommato accessibile, posto a 6,5 milioni. Un investimento sicuramente non da poco per un calcio, quello italiano, in cui i soldi mancano ormai da tempo.

Ma del resto quando non si battono certi mercati (come quello orientale, appunto) non si può che arrivare tardi.

Ed in caso di mancanza di alternative, l’acquisto di un giocatore con talento ed eleganza come Ki Sung-Yeung potrebbe pagare…

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